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Tre anni di software libero e open source

Recentemente, durante l’ordinaria manutenzione dei PC di Boccaperta, mi sono reso conto di un dettaglio interessante: sono più di 3 anni che la nostra scuola vive di solo software libero e open source.

Dai primi timidi giorni con un paio di laptop fino alle aule completamente attrezzate e all’installazione del nostro server, i passi sono stati molti.

È sempre un piacere e una piccola soddisfazione sapere che le nostre insegnanti riescono con successo ad utilizzare sistemi operativi e programmi ai quali solitamente non sono abituate. Le vedo quotidianamente alle prese con Moodle, GIMP e LibreOffice e – anche se loro non lo sanno – ogni volta mi fanno contento. Leggi altro ›




Grazie a tutti dell’affetto

Non posso che ringraziare commossa tutti coloro che sono venuti a trovarci ieri sera alla nostra serata di inaugurazione della nuova sede di Viale Europa a Thiene.

I preparativi, cominciati il giorno prima a casa, sono stati più tranquilli del previsto, grazie soprattutto al preziosissimo aiuto di Tina, Loretta, Dario, Elio e Manuel. Devo ammettere che personalmente ero piuttosto emozionata, terrorizzata di sbagliare qualcosa o di dimenticare qualcosa di importante. Ma tra liste, reminder e panico dell’ultimo minuto, alla fine era tutto pronto in orario per cominciare.

E poi la pioggia, il sole, la grandine, il sole di nuovo: ma qualcuno verrà mai stasera con questo tempo? L’aspettativa cresce, così come la paura di rimanere delusi.

E invece dalle 17:30 iniziano ad entrare persone, ad arrivare complimenti e fiori, domande sui corsi, sulla scuola, chiacchiere con amici vecchi e nuovi. Mi dispiace solo di non aver potuto dedicare ad ognuno il tempo che sarebbe stato necessario, ma per fortuna Manuel, Tina e le insegnanti presenti mi hanno aiutata nel salutare e accogliere tutti gli ospiti che sono venuti ad augurarci buon inizio e buona fortuna.

Una menzione speciale va anche ad Alessia, Arianna, Cristina, Giulia e Frédérique, le nostre collaboratrici che sono passate (con tanto di pupetta al seguito) a fare due chiacchiere con noi e con voi. Senza il loro preziosissimo contributo Boccaperta non sarebbe dov’è adesso.

Concludo lasciandovi qualche foto della serata, e ringraziando ancora di cuore tutti coloro che hanno portato la loro gioia, curiosità e consigli durante questa bellissima serata. Se siamo qui, se abbiamo aperto Boccaperta e continuiamo a lavorare sodo per migliorarci, è solo merito vostro.

Giulia




A villa Manin va’ in mostra la Russia delle Avanguardie

Questa settimana vi vogliamo proporre un argomento un po’ insolito per il nostro blog, certi che lo troverete comunque uno spunto interessante nel vostro percorso di apprendimento di una lingua straniera.

Abbiamo ripetuto spesso che apprendere un linguaggio non è una semplice questione di grammatica, fonetica o sintassi, è qualcosa di più. Una lingua porta con sé espressioni idiomatiche, modi di dire, vocaboli e suoni che si richiamano a tutto un universo culturale e storico che le sta dietro, e di cui il linguaggio non rappresenta che un modo di esprimerlo.

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La parola al nostro studente più longevo: Boccaperta intervista Daniele

intervistarePer questa settimana abbiamo deciso di lasciare la parola a qualcun altro… e chi poteva essere più adatto che un nostro carissimo studente che ci segue fin dall’inizio del nostro percorso?

Ecco a voi un estratto dell’intervista fatta a Daniele, buona lettura.

Daniele, parlaci un po’ di te.

Mi chiamo Daniele ed è da circa due anni e mezzo che studio qui presso la vostra scuola di lingue. Vivo qui in zona e lavoro full time al montaggio macchine.

Perché hai deciso di imparare l’inglese?

Volevo imparale l’inglese perché ero interessato a lavorare all’estero… in realtà avevo già iniziato a lavorare con l’estero. Anche se poi è venuto meno questo obbiettivo, voglio comunque continuare a migliorare la lingua inglese Leggi altro ›




Un gaijin a Fukuoka: viaggio in Giappone – parte 3

Riprendiamo dopo le feste natalizie con la terza ed ultima parte del diario di viaggio di Andrea in Giappone. Leggi la prima e la seconda parte.

Il popolo giapponese

viaggio_a_fukuoka_giapponeE così siamo arrivati all’ultima parte di questa serie di articoli riguardanti questo viaggio in Giappone (lo so che siete tristi ma mettete via i fazzoletti).
Vi avevo detto che in questo ultimo capitolo avrei parlato della popolazione di Fukuoka, ma penso che come discorso possa valere in generale per tutta la popolazione giapponese. Innanzitutto posso assicurarvi che su ogni mezzo pubblico su cui salirete sarete circondati dal classico “anello di quarantena” riservato a tutti gli stranieri: in pratica nessuno vorrà sedersi vicino a voi e preferiranno stare in piedi per tutto il tragitto. Se avete un po’ di faccia tosta, vi consiglio di fare come ho fatto io: iniziate a sedervi di proposito vicino a qualcuno! 😀 Di solito restano fermi e zitti, ma se siete fortunati potreste trovare qualcuno con cui chiacchierare (nei limiti della vostra conoscenza della lingua). Naturalmente, se iniziate a girare per la città e a partecipare ad eventi tipo matsuri 祭 o altre manifestazioni simili, sicuramente troverete qualcuno con cui attaccare bottone, quindi non siate timidi!

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Un gaijin a Fukuoka: viaggio in Giappone – parte 2

Continua il racconto di Andrea sul suo viaggio-studio in Giappone. Se ve la siete persa, leggete la prima parte.

Bene, al fine del primo articolo ci siamo lasciati con qualche informazione base su di me e ovviamente sulla città dove si svolgerà la mia piccola avventura giapponese, quindi senza altri indugi proseguiamo con la storia!

La città e i primi giorni

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Prima di tutto spendo due parole al riguardo della scuola e dell’host family: come avevo già scritto, durante il soggiorno la famiglia Ooshima 大島 mi ospiterà nella loro casa nella periferia sud della città. Gli unici componenti della famiglia che ho conosciuto sono Masayasu e sua sorella Haruna, dato che il padre lavora a Tokyo quindi è ben poco a casa. Di loro non posso dire molto visto che rientravo tardi la sera e solo per dormire, dunque abbiamo avuto occasione di parlare sì e no un paio di volte in totale.

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Un gaijin a Fukuoka: viaggio in Giappone – parte 1

Torna a scrivere per il nostro blog Andrea! Dopo aver studiato la lingua giapponese presso il nostro Centro Didattico, quest’estate si è concesso una “vacanza-studio” a Fukuoka per perfezionare la lingua ed entrare finalmente in contatto con il popolo e la sua cultura giapponese. Di seguito la prima puntata del suo racconto dell’ “avventura giapponese” e delle sue impressioni del Sol Levante.

Prologo

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Prima di tutto facciamo le presentazioni: mi chiamo Andrea e da ottobre 2013 mi improvviso studente di giapponese, prima presso la il Centro Didattico Boccaperta e poi con studio individuale a casa nel tempo libero. A dirla tutta non so perché ho iniziato a studiare giapponese, sarà che ero annoiato dalla routine quotidiana, sarà che cercavo qualcosa di diverso da fare o forse perché tutti prima o poi entrano in contatto con la vasta cultura giapponese e qualcuno ne rimane affascinato. In fondo poco importa perché si decide di imparare una nuova lingua, basta che piaccia e sia interessante.

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La mia avventura ha inizio verso giugno 2014 dove decido che lo studio non è abbastanza per me, quindi inizio a programmare un piccolo soggiorno di studio (1/2 settimane) nella terra del Sol Levante in modo da fare pratica ed avere un grosso assaggio della cultura giapponese. Dopo svariati giorni passati a scegliere cosa di preciso volevo fare, ne esco con 2 settimane nella città di Fukuoka dove soggiornerò a casa di una hostfamily e studierò presso una scuola di lingua locale.

Fine agosto, dopo essere anche riuscito a conseguire ufficialmente il livello A1 di giapponese presso Boccaperta, mi imbarco per il Giappone carico di speranze, voglia di imparare e tanta curiosità. Tralasciando il lunghissimo viaggio per raggiungere il Giappone, dove tra attese tra scali e voli interminabili son riuscito a dare un nuovo significato alla parola “noia”, riesco a mettere piede a Fukuoka.

Le domande che sorgono spontanee adesso sono due: perché Fukuoka e dov’è? Partiamo 03dalla più semplice: Fukuoka è situata sulla costa nord dell’isola di Kyūshū. È la città più popolosa dell’isola, suddivisa in sette distretti (-ku) con molti punti di interesse storico e culturale ma anche con molte attrazioni moderne. Di questo, comunque, ne parleremo in seguito non preoccupatevi. Riguardo la seconda domanda, la scelta è caduta su questa città in particolare per la posizione geografica. La città si affaccia sulle coste del sud Corea –sono solo due ore di traghetto per raggiungerla- quindi mi aspettavo di trovare un mix culturale del sud est asiatico mescolato a quello giapponese che rende Fukuoka un luogo ancor più interessante da vivere.

In secondo luogo, sempre per la sua posizione geografica, si trova fuori dai luoghi solitamente visitati dagli occidentali. Questo si traduce ovviamente in una minore influenza occidentale nella vita della città, ma soprattutto molte meno persone che possono risponderti in inglese costringendoti così a parlare giapponese in qualsiasi occasione. Ovviamente ha contribuito parecchio il fatto che il costo della vita è molto inferiore a molte altre città del Giappone.

Direi che come primo post della mia avventura può bastare. Nella prossima puntata vi racconterò della prima settimana di soggiorno e dello shock culturale del primo giorno in Giappone.

ではまた!
Andrea

Leggi la seconda parte




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