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Linux per traduttori

Boccaperta-IT vi parla sempre di Linux in tante sue forme. Ma oggi anch’io, che da anni uso quotidianamente questo sistema operativo sia per uso personale che per lavoro, vorrei parlarvi degli strumenti e dei programmi a disposizione del traduttore che voglia, come me, lavorare abbracciando la filosofia open source.

Vi abbiamo già parlato di Tuxtrans, una distribuzione Linux interamente pensata e sviluppata per traduttori e studenti di traduzione. Oggi voglio invece elencarvi alcuni software open source disponibili a chi fa della traduzione il proprio pane quotidiano e che quindi ha bisogno di strumenti collaudati ed affidabili. Mi limiterò qui ad elencare alcuni software che ho provato personalmente. Se volete una panoramica molto più generale ed un elenco completo potete fare riferimento al sito Linux For Translators.

Suite Office:

  • LibreOffice: la celeberrima suite gratuita per scrivere, calcolare, disegnare e presentare. Si possono creare documenti, fogli di calcolo, presentazioni e tutto il resto sia nei formati open (odt, ods, ecc.) che nei formati proprietari microsoft come doc e docx. Unico piccolo neo: se avete a che fare con persone che vi devono spesso inviare file in formati MS (come è spesso il caso per un traduttore) potreste riscontrare qualche problemino di layout, soprattutto con le caselle di testo di un documento o con alcune diapositive particolari. Si tratta comunque di inezie superabili senza grossi problemi.
  • Kingsoft office: ottima per risolvere i problemi appena citati. La compatibilità con i formati proprietari Microsoft è davvero alta e anche l’interfaccia del programma ricorda quella delle ultime versioni di Office. Unica pecca: la mancanza di localizzazione in italiano. Al momento infatti Kingsoft Office è disponibile solo in lingua cinese o inglese per Linux essendo solo alla versione alpha. Comunque è possibile aggiungervi lo spellcheck in italiano mentre aspettiamo che Kingsoft sviluppi versioni più stabili anche per Linux.

CAT tools e altri software che assistono alla traduzione

  • OmegaT – il miglior software gratuito di traduzione assistita sulla piazza. Completo di quasi tutte le funzionalità che un traduttore possa chiedere (glossari, translation memories esportabili in formato tmx e compatibili con tantissimi altri CAT, statistiche, ecc.), OmegaT è supportato da una community molto attiva che continua a svilupparlo e migliorarlo secondo le esigenze ed i suggerimenti degli utenti. È davvero una scelta perfetta sia per il traduttore all’inizio della carriera che non abbia la disponibilità di investire in costosi software proprietari sia per il traduttore navigato che cerchi uno strumento cross-platform, affidabile e funzionale.
  • Poedit – software utilissimo per la localizzazione di applicazioni (come ad esempio i plug-in di WordPress) che forniscono il file PO per la traduzione. Semplice e leggero ma utile per gestire questo tipo di file e convertirli direttamente in mo.
  • Gaupol – programmino comodo per creare o tradurre sottotitoli di file video. Permette la traduzione e sincronizzazione dei sottotitoli in modo semplice e veloce.

Esiste anche Open Language Tools, ma non l’ho ancora usato approfonditamente quindi al momento preferisco non consigliarlo o sconsigliarlo.

Ricerca e file management

  • Double Commander – il mio file manager preferito. Dopo aver preso un po’ di confidenza con i comandi principali, con questo programma è possibile non solo gestire file e cartelle con estrema facilità e velocità, ma anche fare ricerche di file e all’interno di file, comprimere e decoprimere, vedere anteprime e tantissimo altro. Perfetto per chi deve gestire in modo veloce ed efficiente progetti, glossari, clienti e tutto quello che un’attività in proprio comporta.
  • GoldenDict – un raccoglitore che permette facilmente di fare ricerche nei nostri siti di riferimento preferiti. È possibile impostare come dizionari ricercabili sia file in locale che siti web, per cui in un attimo è possibile ricercare un termine simultaneamente in un numero infinito di risorse. Un vero salva tempo per un traduttore che passa generalmente la vita a cercare vocaboli, sinonimi, traducenti.

Ne esistono moltissimi altri, quindi cari traduttori che volete usare Linux non sentitevi più il brutto anatroccolo in un mare di SDL Trados e MemoQ.




Input in cinese su Mac OS X Snow Leopard

Dopo l’input in cinese su Ubuntu 12.04 e l’input in cinese su Windows 7, passiamo oggi a come configurare l’input in cinese su Mac OS X Snow Leopard.

Cominciamo con aprire le Preferenze di Sistema:

Preferenze di Sistema Mac OS X

Da qui, selezioniamo Lingua e Testo:

Preferenze di Sistema Mac OS X

Nella finestra Lingua e Testo, passiamo al tab Sorgenti di input:

Sorgenti di input su Mac OS X

Nell’elenco Seleziona metodo di input da utilizzare, cerchiamo Chinese – Simplified e selezioniamolo, prestando attenzione che anche Pinyin – Simplified sia selezionato:

Chinese simplified su Mac OS X

A questo punto, se vogliamo, possiamo abilitare anche l’input con il cinese tradizionale. Per farlo, cerchiamo Chinese – Traditional e selezioniamolo:

Chinese Traditional su Mac OS X

A questo punto, in alto a sinistra, troviamo il menù che ci permette di selezionare il metodo di input desiderato. Selezioniamo Pinyin – Simplified:

Menù input su Mac OS X

Ora apriamo il nostro editor di testo preferito e cominciamo a scrivere:

LibreOffice Writer su Mac OS X

Mentre digitiamo il testo, ci vengono presentati in un menù a comparsa i possibili caratteri cinesi che corrispondono a quanto stiamo scrivendo. Con le frecce o i numeri sulla tastiera selezioniamo il carattere desiderato. Con il pulsante sinistro del mouse o con la barra spaziatrice confermiamo.




Input in cinese su Windows 7

Abbiamo spiegato come configurare l’input in cinese su Ubuntu 12.04, adesso è il momento di configurare l’input in cinese su Windows 7.

Nel Pannello di Controllo, che troviamo nel Menù Start in basso a sinistra, selezioniamo Orologio e opzioni internazionali:

Orologio e impostazioni internazionali in Windows 7

Nella finestra successiva selezioniamo Cambia tastiere e altri metodi di input:

Paese e lingua in Windows 7

Ora, nel tab Tastiere e lingue premiamo il pulsante Cambia tastiere:

Cambia testiere su Windows 7

Si apre la finestra Servizi testo e lingue di input, nella quale clicchiamo il pulsante Aggiungi:

Servizi testo e lingue di input in Windows 7

Nella finestra Aggiungi lingua di input che appare, selezioniamo Cinese (semplificato, RPC) e spuntiamo Cinese (semplificato) – Stile input ABC Microsoft Pinyin:

Aggiungi lingua di input in Windows 7

Confermiamo premendo OK, e torniamo alla finestra Servizi testo e lingue di input. Qui clicchiamo il pulsante Applica e poi il pulsante OK, terminando così la configurazione dell’inpunt in cinese.

Servizi testo e lingue di input in Windows 7

In basso a destra nella barra di Windows 7 troviamo la barra della lingua, attraverso la quale è possibile modificare la lingua con cui scriviamo:

Barra della lingua in Windows 7

Selezioniamo Cinese (semplificato, RPC), e apriamo il nostro editor di testo preferito per verificare che tutto funzioni correttamente:

Cinese in Office Word

Mentre digitiamo sulla tastiera una linea tratteggiata sottolinea il testo che stiamo inserendo e la barra della lingua mostra alcune opzioni con le quali è possibile modificare punteggiatura e metodo di inserimento:

Barra della lingua cinese in Windows 7

Quando siamo soddisfatti di quello che abbiamo scritto premiamo una volta la barra spaziatrice per visualizzare i caratteri cinesi che corrispondo al testo che abbiamo digitato. Ora abbiamo due possibilità: o premere di nuovo la barra spaziatrice per confermare i caratteri cinesi, oppure premere backspace per visualizzare i caratteri suggeriti che corrispondono al testo che stiamo inserendo:

Caratteri suggeriti in Windows 7

Con i numeri sulla tastiera o con il clic sinistro del mouse, scegliamo il carattere che stiamo cercando. Ricordiamoci di premere la barra spaziatrice per confermare il testo inserito.




Input in cinese su Ubuntu 12.04

Oggi vi spieghiamo come configurare l’input in cinese su Ubuntu 12.04. È un’operazione abbastanza semplice, ma ci sono alcuni passaggi da tener ben presente per avere una configurazione finale corretta.

(nota: la nostra versione di Ubuntu è in inglese, per cui ci riferiamo ai nomi di finestre e pulsanti in inglese. Con l’aiuto delle immagini non dovreste avere troppa difficoltà a orientarvi sul vostro sistema italiano)

Innanzitutto, dobbiamo aggiungere la lingua cinese alla nostra distribuzione Ubuntu. Apriamo Language Support o dalle System Preferences:

System Settings in Ubuntu 12.04

System Settings in Ubuntu 12.04

Oppure direttamente del Launcher di Unity:

Launcher Unity in Ubuntu 12.04

Nella finestra Language Support selezioniamo dal menù a tendina come Keyboard input method system “ibus”:

Language Support in Ubuntu 12.04

Clicchiamo poi sul pulsante Install/Remove Languages. Nella finestra Installed Languages selezioniamo Chinese (simplified) e Chinese (traditional) e confermiamo con il pulsante Apply Changes:

Installed Languages su Ubuntu 12.04

Prima di continuare con la configurazione, apriamo l’Ubuntu Software Center e installiamo il pacchetto ibus-m17n. Questo pacchetto aggiunge un utile modalità di input in cinese per scrivere il pinyin con i segni dei toni:

Softwar Center in Ubuntu 12.04

Terminata l’installazione, facciamo Log Out dalla nostra sessione utente e di nuovo Log In. A questo punto, in alto a destra troviamo l’icona di una tastiera:

Input Method Icon in Ubuntu 12.04

Quindi, clicchiamo sull’icona a forma di tastiera, poi su Preferences. Nel tab General, selezioniamo When active nel menù a tendina Show language panel:

Input Method tab General

Passiamo al tab Input Method:

Input Method tab

Selezioniamo Customize active input methods e dal menù a tendina Select an input method alla voce Chinese selezioniamo Pinyin. Premiamo il pulsante Add per aggiungere Pinyin alla lista Input Method. Di nuovo nel menù Select an input method, alla voce Chinese scegliamo questa volta pinyin (m17n) e premiamo Add. Ecco il risultato:

Input method pinyin in Ubuntu 12.04

Premiamo Close e clicchiamo nuovamente sull’icona a forma di tastiera. Da qui, selezioniamo Restart. L’icona sparirà e riapparirà in pochissimo tempo.

Ci siamo, abbiamo configurato l’input in cinese. Per verificare che tutto funzioni apriamo il nostro editor di testo preferito. Bisogna tener presente che perché sia possibile scrivere testo in cinese è necessario che sia attiva una finestra che permetta l’inserimento di testo (editor di testo, browser, ecc.). O premendo i tasti CTRL+Barra spaziatrice o con il mouse direttamente dalla solita icona a forma di tastiera, possiamo seleziona il metodo di input in cinese. Noteremo che l’icona a forma di tastiera diventerà un carattere cinese:

Input method cinese in Ubuntu 12.04

Inoltre, compare il seguente pannello:

Pannello input method in Ubuntu 12.04

Da questo pannello si può cambiare metodo di input e impostare la punteggiatura.
Ora non ci rimane che scrivere in cinese:

Text editor input cinese in Ubuntu 12.04

Mentre scriviamo, compare una lista di caratteri suggeriti che corrispondono con quello che stiamo digitando. Usando le freccie o i numeri sulla tastiera possiamo selezionare quello che stiamo cercando con la barra spaziatrice o il clic sinistro del mouse.




Prime impressioni su Tuxtrans

Se ci avete seguito sui social network (Facebook e Twitter) avrete notato che abbiamo menzionato più volte Tuxtrans.

Di cosa si tratta? Tuxtrans è un sistema operativo basato su Ubuntu Linux (quindi completamente gratuito e open source) creato dalla University of Innsbruck per facilitare il lavoro ai traduttori. Si tratta di una versione di Ubuntu con XFCE, altrimenti detto Xubuntu, personalizzata con programmi, impostazioni e menù necessari al traduttore per il suo lavoro. Tuxtrans ha quindi già preinstallati, ad esempio: OmegaT, il CAT open source più usato e diffuso, ma anche Poedit, programmino molto utile per localizzare software e siti web; Gaupol, un programma per modificare e tradurre sottotitoli; nonché tutta una serie di software per l’allineamento del testo, la ricerca terminologica e la gestione di file di testo (anche se purtroppo manca il nostro file manager preferito, Double Commander, che si può però facilmente installare).

Ultimamente ve ne abbiamo parlato perché, insieme alla nuova release di Ubuntu, la tanto chiacchierata 12.04 Precise Pangolin, è uscita anche una nuova versione di Tuxtrans basata sull’ultimissima Xubuntu 12.04. Ovviamente noi di boccAperta abbiamo subito voluto provarla, per capire le potenzialità e l’effettiva utilità di questo sistema operativo translator-friendly.

Dobbiamo ammettere che il primo impatto non è stato dei migliori: appena installato Tuxtrans ha subito riportato degli errori, dovuti soprattutto agli aggiornamenti che non si scaricavano correttamente. Nella lista dei repository da cui prelevare gli aggiornamenti, Tuxtrans aveva preimpostato dei repository che al momento dell’installazione o erano sovraccarichi o non rispondevano per qualche altro errore a noi ignoto. Tuttavia, superati facilmente i primi problemi iniziali, siamo riusciti ad ottenere un PC funzionante e già perfettamente configurato per lavorare.

Tutti i programmi per lavorare con traduzioni e localizzazioni che Tuxtrans mette a disposizione funzionano correttamente e sono facilmente raggiungibili da un apposito menù a lato di quello principale. L’interfaccia è leggera, veloce e intuitiva. Soprattutto, viene incontro a chi ha poca familiarità con il mondo Linux, garantendo un indolore passaggio da Microsoft e/o Apple.

Sul PC dove abbiamo installato Tuxtrans (Samsung Q330) abbiamo riscontrato alcuni problemi nel rilevamento della scheda video, risultando in interferenze durante la visualizzazione di filmati a tutto schermo. Questo e altri difetti minori ci hanno spinto ad utilizzare Ubuntu con Cinnamon, con il quale è possibile configurare in pochi minuti un menù personalizzato del tutto simile a quello di Tuxtrans. Con il vantaggio, però, di un’interfaccia più solida e fluida. Ubuntu 12.04 e Cinnamon si sono rivelati una scelta vincente sul nostro Samsung.




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