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Buon Anno Cinese della Capra!

Gentili lettori e studenti,

questa notte a mezzanotte inizierà l’anno cinese della Capra 羊年. Boccaperta augura a voi e a tutta la vostra famiglia gioia, felicità e tanta prosperità per questo anno che tradizionalmente è di buon auspicio nella cultura cinese.

新年快乐

新年快乐万事如意恭喜发财

Boccaperta

Immagine da http://www.nianhoang.com.tw




Reportage dal Far East Film Festival Udine 2014: prima giornata

FEFF16_prima_giornataLa giornata di apertura della 16a edizione del Far East Film Festival di Udine è stata davvero ricca di emozioni e scoperte. Una delle cose che adoro di questo festival è che dà la possibilità di immergersi per una settimana nel cinema e nella cultura orientale senza dover viaggiare fino all’altro capo del mondo.

Ed è proprio quello che è successo ieri. Non solo abbiamo viaggiato nello spazio, ma anche nel tempo con il primo film della giornata: Maynila… sa mga Kuko ng Liwanag. Un capolavoro filippino recentemente restaurato che ci ha proiettati direttamente tra i contadini inurbati di Manila a metà anni ’70. Il film ci ha parlato di una città e di un’epoca a noi del tutto sconosciuta, ma le tragedie e i problemi affrontati dai protagonisti sono ahinoi assai noti: sfruttamento della povertà e disperazione altrui, miseria, ingiustizia, amori spezzati.

Sarà deformazione professionale, ma il film mi ha soprattutto incuriosita nei confronti della lingua parlata dai protagonisti: una lingua “altra” in cui mi sono trovata a riconoscere numeri e parole spagnole e inglesi. Ho indagato un po’ e ho scoperto che il cosiddetto filippino non è che  un altro nome per la lingua tagalog parlata dagli abitanti di Manila e dintorni prima dell’arrivo degli spagnoli. La lingua è persistita all’invasione, ed è stata riconosciuta lingua ufficiale dell’arcipelago nel 1936, tuttavia nel film risulta pesantemente influenzata dallo spagnolo, che ho poi scoperto essere stato la lingua ufficiale a Manila per diversi decenni (vedi storia delle Filippine).

Curioso come, sebbene la seconda e paritaria lingua ufficiale delle filippine sia l’inglese – essendo state acquistate nel 1898 dagli Stati Uniti e poi entrate nel Commonweath – nel film coloro che parlano inglese sono visti come “snob”, sono gli “arrivati” o comunque coloro che godono di uno stato sociale più alto rispetto a quello dei protagonisti.

AberdeenDalle Filippine siamo poi volati ad Hong Kong con 激戰 (Unbeatable) e 香港仔 (Aberdeen). Il festival si pone infatti come uno degli obiettivi dell’edizione di quest’anno – e in particolare di questi primi giorni – di esplorare l’apparente “rinascita” del cinema della capitale asiatica, grazie anche al generoso afflusso di denaro da parte della Cina Popolare.

La cosa che mi ha subito colpita è la voglia di identità e riscatto da parte di HK, perfettamente esemplificata in questi due film. Sebbene l’ex-colonia britannica sia passata alla Cina ormai 17 anni fa, le differenze – non solo linguistiche – si fanno comunque sentire e gli abitanti della megalopoli sentono di avere ancora una loro voce del tutto particolare da far sentire, che non può essere inglobata con il resto della Cina continentale.

香港 Hong Kong, che in mandarino è letto Xiānggǎng e si traduce letteralmente in “porto profumato” (香 = profumo, aroma e 港 = porto), diventa in 香港仔 (Aberdeen) una miniatura di sé stessa. I protagonisti che ci vivono sono i tipici rappresentanti della tanto discussa middle class rampante cinese – che tuttavia a HK ha declinazioni e tempi diversi – il cui top della gioia, a fine film, è gustarsi allegramente un pranzo in famiglia da MacDonald’s.

Insomma, viaggio in due luoghi non così lontani ma tanto diversi tra loro, che mi ha commossa, divertita e soprattutto mi ha incuriosita. Non vedo l’ora di continuare questa esplorazione virtuale di Hong Kong per capire meglio i sentimenti e i desideri di questa città asiatica così peculiare e unica nel suo genere.




Buon Anno del Cavallo da Boccaperta

Boccaperta augura a voi e alle vostre famiglie un sereno e prospero Anno del Cavallo!

马年快乐

恭贺新禧祝     身体健康     事业发达!




Libro: “In Cina per lavoro”

in_cina_per_lavoroOggi vi presentiamo il volume In Cina per lavoro, volume da poco uscito per Zanichelli che mira a far avvicinare alla cultura, alle abitudini ed alle usanze del popolo cinese chi debba avvicinare la Cina per motivi di lavoro. Per prima cosa dobbiamo ammettere che un volume del genere mancava da troppo tempo in Italia.

Esistono certo numerosi libri sulla Cina e l’unico che per completezza ed interesse può essere avvicinato a questo rimane secondo noi solo La Cultura Cinese di Miriam Castorina. Tuttavia, mentre quest’ultimo è pensato come un testo per gli studenti di mediazione linguistica,  In Cina per Lavoro ha invece un tono molto più divulgativo, che a nostro avviso lo rende più appetibile al lettore occasionale.

Al di là di questi due volumi, nessun altro testo (di nostra conoscenza) era stato scritto in questi termini sulla Cina da sinologi; forse per questo motivo in questo tipo di testi, generici e divulgativi, abbiamo spesso trovato approssimazioni, stereotipi o comunque punti di vista molto personali da parte di autori che hanno sì sperimentato la Cina, ma che non la conoscono davvero a fondo. Il pregio di In Cina per Lavoro è invece quello – non scontato – di essere stato scritto a quattro mani da un’autrice italiana, sinologa e specialista di storia del costume cinese, e da un’autrice cinese, artista ed insegnante di lingue che da tempo lavora tra Italia e Cina.

Oltre all’accuratezza delle informazioni, che sono presentate in una prosa chiara ed efficace, ogni capitolo è corredato di un piacevolissimo glossario di termini (in caratteri e pinyin) legati al tema trattato; questo rende il testo molto utile non solo a chi voglia avvicinare la Cina ed il cinese per la prima volta, ma anche – e soprattutto – per chi conosca già o stia studiando la lingua cinese.

Questa versatilità è rispecchiata anche nei contenuti. Il testo spazia infatti dalla cucina alle credenze popolari, dalle informazioni sulle reti di trasporto ed il sistema bancario alla geografia e struttura politica della Repubblica Popolare Cinese.

Insomma, un brevissimo e concisissimo ‘bignami’ con tutto quello che serve sapere a chi parte per la Cina per lavoro per la prima volta (e non solo!) e non voglia farsi cogliere impreparato. In conclusione, possiamo consigliare a chiunque di leggere questo testo e di acquistarlo assolutamente assieme (o al posto) della guida turistica o del frasario prima di partire per il Paese di Mezzo.




Risorse sulla Cina

Oggi vi proponiamo una serie di risorse sulla Cina davvero interessanti, e tutte in lingua italiana, per approfondire, conoscere e capire meglio la Cina di ieri e di oggi. Sono tutti siti che seguiamo da tempo e che hanno aiutato anche noi a districarci nel complesso labirinto di una cultura millenaria e di un popolo davvero molto più sfacettato e complesso di quanto vogliano farci credere i grandi gruppi mediatici italiani.

Iniziamo senz’altro con una carrellata di siti web che vi invitiamo a navigare e conoscere. Quasi tutti hanno anche una controparte sui social media (Facebook e Twitter in primis) per cui è davvero facile rimanere aggiornati sulle loro attività e proposte.

risorse sulla CinaChina Files: un team di giovani giornalisti, fotoreporter, videomaker, sinologi ed esperti raccoglie notizie, approfondimenti, racconti e analisi dalla e sulla Cina. Il sito è disponibile sia in italiano che in spagnolo, e ha il grande pregio che quasi tutti i suoi collaboratori vivono o hanno vissuto in Cina, e conoscono quindi bene ed in prima persona le realtà di cui scrivono. Notevole il reportage ora per ora che il sito sta svolgendo in questo momento sul 18° Congresso del Partito Comunista Cinese. Troviamo di particolare interesse anche la rubrica “Caratteri Cinesi” , in cui vengono tradotte in italiano le riflessioni ed opinioni dei più influenti blogger cinesi.

Cineresie: il progetto è purtroppo stato chiuso a luglio 2012, ma consigliamo comunque di andare a fare un giro e mostrare il nostro supporto a questo gruppo di sinologi che, a titolo puramente volontario, hanno raccontato la Cina dei lavoratori e dei diritti al pubblico italiano. Il blog è comunque una fonte (quasi) inesauribile di riflessioni, informazioni ed approfondimenti che si propongono di “sperimentare e di dialogare a cavallo fra accademia e giornalismo”. Tentativo secondo noi molto riuscito, ma che i collaboratori non si sono sentiti di portare avanti per il troppo impegno richiesto e la scarsità di risposta da parte di un certo mondo accademico. Segnaliamo comunque uno stupendo articolo sulla religiosità in Cina, argomento purtroppo spesso sottovalutato e frainteso da parte del pubblico occidentale, nonché la sezione “vignette“, che riporta con traduzione e spiegazione alcune strisce satiriche di artisti cinesi.

AGI Cina 24: più che un sito web, AGI Cina è più che altro un portale di notizie sulla e dalla Cina, per lo più legate al mondo dell’economia e dell’impresa. Vi trovate la traduzione delle principali notizie rilasciate dall’agenzia Xinhua, news agency cinese, notizie di base sulle principali istituzioni governative cinesi, oltre ad interessanti notizie sulle “vie del business” in Cina e su norme e tributi che regolano la vita imprenditoriale in Cina. Segnaliamo la sezione “come fare per“, che da una serie di consigli ed informazioni davvero utili a chi debba andare in Cina per affari e debba confrontarsi per la prima volta con un Paese del tutto nuovo e sconosciuto.

Istituto Confucio di Venezia: sito web ufficiale dell’Istituto Confucio di Venezia. L’Istituto, che nasce in seno al Dipartimento di Studi Orientali dell’Università Ca’ Foscari, organizza qui non solo corsi di lingua cinese per studenti e per adulti, ma soprattutto propone bellissime serate sulla cultura cinese antica e moderna, invitando artisti, ballerini, musicisti, filosofi, registi ed altri personaggi di spicco in Cina. Consigliamo di tenere sempre d’occhio il sito perché l’Istituto organizza serate ed eventi davvero imperdibili, ma purtroppo non è molto attivo sul lato social network.

Vi invitiamo a consultare queste fonti con frequenza ed ogni volta che vogliate saperne di più sul Paese di Mezzo, dato che purtroppo i maggiori media italiani hanno il grosso difetto di parlare poco e spesso in modo molto superficiale della Cina, del suo popolo e delle vicende spesso intricate che lì accadono.




Mo Yan 莫言 vince il premio Nobel per la Letteratura

Mo yan premio nober letterarura 2012

Mo Yan

Ciao a tutti e ben trovati,

pubblichiamo questo breve post “straordinario” perché è avvenuto in questi giorni un fatto davvero degno di nota che volevamo fare presente a chi di voi non l’avesse ancora letto/sentito.

Ieri (11/10/2012) lo scrittore cinese Mo Yan 莫言 (che letteralmente significa “senza parole”), emblema della letteratura cinese post-Mao, ha vinto il premio Nobel per la Letteratura. Un premio a nostro avviso meritatissimo, ad uno scrittore davvero di qualità che sa ritrarre la Cina contemporanea in tutti i suoi aspetti, con ironia e poesia.
 
Se ancora non l’avete fatto, vi consigliamo caldamente di leggere il suo bellissimo Sorgo Rosso nella traduzione dal cinese di Rosa Lombardi, oppure l’altrettanto indimenticabile Grande seno, fianchi larghi, nella traduzione italiana di Giorgio Trentin.

Buona lettura a tutti!




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