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Imparare una lingua: perché fare il test finale

Siamo arrivati praticamente a fine “anno scolastico”, e per molti dei nostri studenti è arrivata la tanto temuta ora del test di livello. Infatti a fine corso anche da noi, come nella maggioranza dei centri linguistici, gli studenti possono decidere di mettere alla prova le loro abilità linguistiche con un test, che tra l’altro permetterà loro di otterene un certificato del livello conseguito.

Purtroppo però, arrivati a questo punto alcuni studenti decidono di tirarsi indietro, in panico all’idea di un test delle loro abilità – forse un brutto ricordo della scuola che affiora? Questo non solo fa perdere loro un’opportunità di mettersi alla prova, ma li priva anche di una serie di vantaggi di cui vorrei brevemente parlarvi oggi.

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Consigli per studiare le lingue: sopravvivere all’estate

studiare_lingue_estateOrmai l’estate è alle porte e, non so voi, ma io quando penso a studiare + estate la prima cosa che mi viene in mente è ciò che odiavo quando andavo a scuola: i tremendi compiti per le vacanze! Eppure se adesso a mente fredda ci penso bene, ora che mi trovo “dall’altra parte” so che se non ci fossero stati tutti quegli esercizietti, giochetti, problemi e temi da svolgere durante i mesi caldi, forse a settembre mi sarei ritrovata a fare troppa fatica a riprendere il ritmo di studio.

Quindi lasciatemi gettare un sasso a favore del prof che mi “riempiva di compiti” quando pensavo solo ad uscire con gli amici, e vi invito invece a seguire il suo esempio: se state studiando qualcosa – qualsiasi cosa – durante l’anno, perché mettere tutto da parte durante l’estate? L’unica cosa che si ottiene così facendo è di aver buttato i soldi, o nella miglior ipotesi di dover spendere molti più soldi, energie e tempo in autunno per riprendere tutto in mano.

Ma allora che fare? Non è che posso portarmi il libro di tedesco sotto l’ombrellone o l’eserciziario di caratteri al picnic in montagna! Beh, forse no, ma questo non toglie che anzi, proprio durante l’estate, quando in genere siamo più rilassati e più liberi, la nostra mente non immagazzini e rielabori tutto quello che vi abbiamo inserito – magari alla rinfusa – durante l’anno.

Ecco allora alcuni consigli e accorgimenti per aiutare il nostro cervello a fare chiarezza, a riorganizzare e a non dimenticare quanto appreso durante i corsi di lingue svolti il resto dell’anno:

  • ogni giorno o ogni 2 giorni dedicare 10-15 minuti all’ascolto di audio in lingua: questo è facile da fare ovunque si è (basta un semplice lettore mp3), impiega poco tempo e può essere divertente se ciò che ascoltiamo è un podcast, una canzone o un programma che ci interessa;
  • prendersi almeno un giorno alla settimana anche durante le vacanze per svolgere qualche esercizio: se l’insegnante ha assegnato esercizi di consolidamento meglio, altrimenti è possibile e pratico anche rifare esercizi che sono già stati svolti, così le soluzioni sono subito disponibili e possiamo sfruttare l’occasione per ripassare o rivedere qualcosa che magari non ci è troppo chiaro;
  • creare un mazzo (reale o virtuale) di flashcards con i vocaboli imparati: le flashcard sono comode da trasportare, sono un esercizio divertente e non molto noioso e ci permettono di tenere vivi nella mente e consolidare i vocaboli che abbiamo appreso durante il corso. Consiglio anche che, se possibile, ogni vocabolo sia corredato di una o due frasi di esempio per contestualizzarlo;

OPPURE

  • creare un calendario dei vocaboli: questo permette invece di focalizzarsi ogni giorno su un vocabolo nuovo, così da arrivare alla fine del mese con un bagaglio di almeno 28-30 vocaboli nuovi;
  • e infine, per i più fortunati… fare pratica all’estero o con stranieri: ovviamente per chi ha la possibilità di viaggiare o di incontrare turisti, quale migliore opportunità di mettere a frutto e tenere allenato quanto imparato del metterlo in pratica in situazioni quotidiane?

Queste sono solo idee, ognuno poi deve trovare il suo metodo preferito. L’importante è non chiudere il libro o la dispensa per 3 mesi senza neanche più pensarci, altrimenti a settembre vi sembrerà di dover ricominciare da capo – ask me how I know!




4 buoni motivi per studiare una lingua orientale

Vi abbiamo già parlato dell’importanza della motivazione quando si intraprende lo studio di una lingua straniera. Dato che il nostro Centro Didattico si specializza soprattutto in lingue non comuni come il cinese, il giapponese o l’arabo, oggi vorremmo spiegarvi alcuni dei motivi per cui, secondo il nostro parere, vale la pena conoscere una lingua del genere.

Iniziamo subito con l’obiezione più comune che ci viene rivolta: tanto con l’inglese vado ovunque, a che mi serve spaccarmi la testa sui toni cinesi o sugli onorifici giapponesi?
Questo è verissimo, ma ci sono molte cose che lo studio di una lingua così diversa dai nostri standard può darci. Ve ne elenchiamo qui solo alcuni – prendendo a prestito le parole di altri per l’occasione – ognuno di voi è poi libero di aggiungere le sue motivazioni personali.

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If you talk to a man in a language he understands, that goes to his head. If you talk to him in his language, that goes to his heart.” (Nelson Mandela)
Vi è mai capitato di andare in un Paese straniero, dove nessuno parla la vostra lingua, e sentire una persona del posto che improvvisamente si rivolge a voi in italiano? Se vi è capitato forse capite cosa intendeva Mandela con la frase qui sopra. Certo, con l’inglese si va ovunque, ma a volte non c’è nulla di più bello di poter comunicare con qualcuno nella loro lingua nativa.

I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo.” (Ludwig Wittgenstein)
Imparare una lingua che sconvolge completamente gli standard a cui siamo abituati con le lingue europee, con suoni, grammatica ed un sistema di scrittura del tutto diverso da quelli che usiamo quotidianamente, sviluppa enormemente la nostra elasticità mentale. Senza contare che il contatto, diretto o indiretto, con una cultura basata su valori, idee e concetti completamente diversi dai nostri aiuta a capire meglio i propri, a interrogarsi su molte cose che si danno per scontate e ancora una volta ad aprire le proprie vedute.

La lingua è la veste del pensiero.” (Samuel Johnson)
Per chi è già appassionato di qualche aspetto delle culture orientali, ad esempio chi pratica un’atre marziale cinese, chi ama la cultura popolare giapponese o è particolarmente interessato all’arte islamica, conoscere la lingua in cui l’arte/filosofia di interesse è stata concepita e si è sviluppata è sicuramente una chiave fondamentale che aiuta ad approfondire e comprendere meglio la cultura in cui tale pensiero si esprime.

Infine – un aspetto da non sottovalutare – una lingua inconsueta può essere un plus davvero interessante nel curriculum vitae, e non solo dal punto di vista prettamente lavorativo. Infatti questa può dimostrare una dedizione e una forza di volontà non da poco per il fatto di aver studiato da adulti una lingua così complessa e lontana dalle nostre abitudini.




Google Traduttore NON è un dizionario

earthChi ci segue sui social network avrà notato come abbiamo più volte lamentato il fatto che molti nostri studenti utilizzino Google Traduttore come un dizionario, anche dopo che le insegnanti hanno spiegato loro perché questo non sia un valido aiuto allo studio. Abbiamo dunque deciso di chiarire una volta per tutte PERCHÉ Google Traduttore – o qualsiasi altro traduttore automatico – non debba e non possa essere utilizzato a mo’ di dizionario da chi sta studiando una lingua.

Per prima cosa, ci teniamo a specificare che GT è un validissimo strumento nelle mani dei naviganti del web: noi stessi se ci troviamo a dover visitare un sito in una lingua che non conosciamo minimamente lo utilizziamo per aiutarci a capire il significato generale della pagina, o per trovare l’informazione che ci serve.

Tuttavia questo non può in nessun modo sostituire né un traduttore umano (come spiegato altrove) né tantomeno un dizionario. Ed i motivi sono semplici:

  1. GT non fornisce tutti i significati di un termine, ma ne fornisce solo la traduzione più comune grazie a statistiche che Google opera sul web.
  2. GT non fornisce la categoria grammaticale del termine che stiamo cercando. Ultimamente questo è stato modificato, e oggi nella versione web il traduttore fornisce indicazioni di questo genere a chi ricerchi un termine singolo. Tuttavia anche queste informazioni sono date in base a statistiche fatte sul web, e non sono quindi sempre attendibili.
  3. Ancora peggio, GT non fornisce esempi del termine utilizzato nel contesto. Quindi aumenta a dismisura il rischio di utilizzare un termine completamente fuori dal suo contesto abituale. Un esempio comune? I would like to *increase* my English  invece del corretto improve  – appena lo vediamo sappiamo che è colpa di GT, perché se si usasse un dizionario si capirebbe che increase  si usa in contesti del tutto diversi!

Infine ci teniamo a precisare che per “dizionario” non intendiamo necessariamente quei polverosi mallopponi che fino a qualche anno fa erano l’incubo di studenti e traduttori. Oggigiorno si trovano ottimi dizionari digitali e online, anche per i più pigri e anche per chi è dotato di smartphone/tablet. Alcuni esempi d’eccellenza sono wordreference.com e garzantilinguistica.it.

Quindi non ci sono più scuse, non vogliamo più vedere nessuno che consulta un traduttore automatico al posto del dizionario.




Motivation is everything

Esistono fior fiore di ricerche che dimostrano come studiare una lingua straniera, a qualsiasi età, porti indiscussi benefici al cervello e all’elasticità mentale. Non stiamo parlando solo di bilinguismo, ma anche del semplice studio occasionale che molti di noi intraprendono da adulti. Quando ci iscriviamo ad un corso di lingua abbiamo sempre un motivo: curiosità, lavoro, turismo, necessità…

Ma avreste mai immaginato che proprio questo motivo è uno dei fattori principali che determinerà se e quanto riusciremo ad imparare la lingua in questione?

Da tempo nel mondo dell’educazione e della lingustica si cerca di “misurare” quanto il fattore motivation incida sul rendimento nello studio di una lingua straniera (vedi Language Learning Motivation) e, sebbene non si sia giunti a conclusioni definitive, sicuramente si è potuto stabilire che l’essere motivati è il primo e forse più importante passo verso il successo. Dunque ogni volta che penso di intraprendere lo studio di una lingua (ma il discorso potrebbe estendersi a tantissimi altri tipi di attività) dovrei chiedermi: ma perché voglio farlo? Cosa mi spinge? Una curiosità temporanea, una passione profonda, un’esigenza lavorativa?

Con questo naturalmente non vogliamo dire che non si debba “provare”: l’arabo m’incuriosisce, perché non iscrivermi ad un corso e vedere com’è questa lingua così strana? Assolutamente sì. Ma se poi dalla semplice curiosità non nasce una passione, una motivazione appunto che ci spinga a continuare, l’arabo lo abbandoneremo sicuramente dopo pochi mesi.

Quindi la prossima volta che pensate di studiare una lingua – nuova o che già conoscete – vi consigliamo di soppesare bene quali siano le motivazioni che vi spingono ad intraprenderne lo studio, e di capire se tali motivazioni saranno per voi abbastanza forti da farvi proseguire con entusiasmo e passione, o se si spegneranno alle prime difficoltà. Valutando prima questo fattore così importante, potrete evitare di perdere tempo e soldi per studiare lingue che infondo non vi interessano così tanto, e dedicare invece tempo ed energie a studiare qualcosa che veramente vi appassiona.

E i frutti si vedranno, parola di Boccaperta! 




Perché creare mazzi e carte su Anki

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Prendendo spunto da questo articolo oggi vorremmo insistere sull’importanza di creare il proprio mazzo e le proprie carte su Anki, il software di ripetizione assistita utilissimo per lo studio delle lingue.

In questo tutorial vi abbiamo spiegato come creare e modificare un mazzo e le carte contenute per adattarli alle vostre esigenze di studio, ma ancora oggi molte persone ci scrivono chiedendoci se esistono e dove possono essere scaricati mazzi per Anki in italiano su questa o quella materia. La nostra risposta è sempre la stessa: per ora la maggior parte dei mazzi è in inglese, ma questo è quasi un pregio più che un difetto. Infatti creare il proprio mazzo e aggiungervi le proprie carte personalizzate ha molti vantaggi rispetto alla scorciatoia di scaricane uno già pronto.

Eccovi dunque i tre principali motivi per cui vi invitiamo a mettervi all’opera e creare i vostri mazzi personalizzati:

  1. anki_studioMassima personalizzazione: il primo motivo sembra il più banale, ma non va sottovalutato. Creando il proprio mazzo si possono inserire i vocaboli che preferiamo, magari escluderne alcuni che non ci interessano (evitando lo sforzo di imparare cose che tanto non useremo mai) o aggiungerne altri che ci possono sembrare utili. Inoltre possiamo utilizzare la traduzione che preferiamo per un dato vocabolo, aggiungere la pronuncia o altri elementi che riteniamo utili o indispensabili allo studio del vocabolo. Ad esempio, per il cinese o giapponese potremmo inserire un’immagine che ci ricorda il carattere in questione, oppure una breve descrizione della sua composizione che ci aiuti a ricordarlo. Insomma, scrivendoci le nostre carte possiamo creare un mazzo completamente adatto a noi, al nostro metodo di studio e alle nostre esigenze.
  2. Conosci il tuo mazzo: anche questo sembra banale, ma non lo è. Creando il proprio mazzo, conosciamo bene le definizioni o abbreviazioni che abbiamo usato, possiamo decidere l’ordine in cui inserire le carte e le etichette da creare per suddividerle in gruppi di interesse. Inoltre – la motivazione gioca sempre un ruolo fondamentale nello studio di una lingua – se perdiamo del tempo a crearci un mazzo poi saremo molto più incentivati a studiarlo, e gratificati nello studio. È una cosa nostra, creata da noi per noi stessi, e questo ci stimolerà sicuramente a proseguire nello studio ogni giorno e con costanza
  3. Riscrivere significa studiare: per creare una carta, dobbiamo sicuramente andare a cercare tra i nostri libri o appunti i vocaboli o comunque le nozioni che vorremmo aggiungere e quindi imparare, inserirle nella carta con il loro significato, stando attenti a trascrivere il tutto nel modo corretto. Già questo è un ottimo esercizio di ripetizione e un modo per iniziare a studiare! Non si ricorderà certo tutto dopo aver creato un mazzo, ma magari senza accorgercene immagazziniamo già in testa alcuni vocaboli, il loro significato o come vengono scritti.

Creare mazzi e carte su Anki è davvero questione di pochi secondi e una volta impostate le preferenze e il layout delle carte e imparato il processo sarà possibile creare centinaia di carte in pochi minuti. Quindi si tratta di avere molti vantaggi spendendo pochi minuti.

Per questo vi invitiamo ancora una volta a provare Anki dandovi il tempo di capire come funziona e di prendere dimestichezza col programma. Uno degli errori più comuni è quello di lasciar perdere dopo aver fatto due click, per la pigrizia di imparare come utilizzarlo o per mancanza di tempo.
Noi insistiamo: si tratta di perdere pochi minuti, magari mezzora la prima volta che lo usate, ma dopo i vantaggi saranno davvero tanti e non potrete più fare a meno del vostro Anki e dei vostri mazzi.




Novità e corsi autunno 2013

Bentrovati a tutti,

da oggi Boccaperta riprende in pieno le sue attività, e vi propone una serie di novità per il periodo 2013/2014.

Boccaperta-informaticaPrima fra tutti, la nuova sezione BOCCAPERTA-IT curata da Manuel. Fin dalla sua nascita Boccaperta è stata sinonimo di lingue e traduzione, ma anche di assistenza e consulenza informatica. Tuttavia da quest’anno Boccaperta-IT è ufficializzata non solo con un proprio sito e con un blog dedicato al mondo Linux e Open Source, ma anche con una serie di servizi specifici per privati, aziende ed istituzioni legati all’informatica libera. E se non avete ben chiaro di cosa stiamo parlando, sempre su Boccaperta-IT potete trovare la risposta a molte delle vostre domande (se non la trovate, non vi resta che chiedere!) e soprattutto capire la filosofia e le motivazioni che stanno dietro alla scelta del software libero.
Insomma leggete, esplorate, chiedete, navigate e contattate Manuel se vi serve qualsiasi aiuto con il vostro PC, stampante, computer, ecc.

corsi_lingue_thiene_sett2013Dal lato linguistico, le novità riguardano invece Senti Chi Parla!, le nostre esercitazioni di conversazione in lingua: da ottobre ripartiranno gli appuntamenti per rinfrescare, ripassare o approfondire lo speaking in lingua, con la novità che sarà ora possibile acquistare un pacchetto di 4 incontri ad un prezzo agevolato, e l’aggiunta di FRANCESE, SPAGNOLO e TEDESCO oltre all’INGLESE. Consigliamo a chiunque fosse interessato di affrettarsi a prenotarsi per i vari incontri non appena verranno pubblicati gli argomenti, in quanto i posti per ogni incontro sono limitati.

Oltre a questo, dalla settimana del 30 settembre partiranno nuovamente i nostri CORSI DI LINGUE, con l’aggiunta del FRANCESE e del BUSINESS ENGLISH. I giorni e gli orari saranno questa volta stabiliti in base alle esigenze dei partecipanti, ma per saperne di più vi invitiamo a scaricare il {title}.

Ad ottobre Boccaperta, con il patrocinio del Comune di Sarcedo, presenterà inoltre la seconda edizione del CORSO INTRODUTTIVO ALLA LINGUA E CULTURA CINESE presso il Centro Culturale di Sarcedo. Si tratta di 8 incontri in cui verranno toccate le basi della lingua, scrittura e cultura della Cina, per dare un assaggio della bellezza e complessità del Paese di Mezzo.

crowdknittingInfine, vi ricordiamo che da venerdì 4 ottobre riprenderanno i CROWDKNIT CAFÉ, incontri completamente liberi e gratuiti per appassionati di lavoro a maglia e uncinetto, o semplici curiosi.

Questo è tutto, almeno per ora. Vi attendiamo ai nostri corsi e incontri, e rimaniamo come sempre a disposizione per chiarimenti, informazioni e suggerimenti.




Questo è il blog di Boccaperta. Qui trovi novità sulle nostre attività oltre che consigli, strumenti, suggerimenti e commenti sull'apprendimento delle lingue, la traduzione e le lingue in generale.
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