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Libro: Buone Feste! 节日快乐! di Hoepli

buone_feste_hoepliOggi vorrei parlarvi di un libro che mi piace moltissimo uscito nella collana Piccoli discorsi cinesi di Hoepli: “Buone Feste 节日快乐”. Si tratta di una breve raccolta di racconti semplificati che narrano le leggende e le storie dietro alle più popolari feste tradizionali cinesi.

Il libro è indirizzato a coloro che abbiamo effettuato circa 200 ore di studio, e che quindi abbiano una conoscenza elementare della lingua cinese (corrispondente circa al livello A2 del Quadro Comune di Riferimento Europeo). È infatti perfetto per chi abbia già delle basi e che voglia iniziare ad addentrarsi un po’ di più nella complessità e bellezza del cinese scritto. Leggi altro ›




Grammatica Spagnola? No Problem!

41QmJxMTlQL._SY344_BO1,204,203,200_Carissimi lettori,

con l’articolo di oggi vi presento un libro per me molto utile per l’apprendimento della grammatica spagnola. Il libro in questione è: Curso Practico. Gramàtica de español lengua extranjera edito da Edelsa.

Anche se un po’ datato, questo volume rappresenta un comodo prontuario di grammatica da tenere sempre a portata di mano in caso di dubbi o di ripassi veloci.

A differenza dei più recenti corsi, nei quali si propongono numerose attività didattiche, dialoghi, ascolti e spunti per praticare la lingua, questo libro risulta invece più scarno. Il volume è suddiviso per argomenti grammaticali, si inizia dalla fonetica per giungere via via al regime proposizionale dei verbi ed ai costrutti grammaticali più complessi. Leggi altro ›




Libro: Grammar Profile di Mondadori

grammar_profileOggi voglio parlarvi di questo libro  di grammatica per l’inglese che ho da poco scoperto grazie ad una mia studentessa. Si tratta di Grammar Profile, a cura di Cinzia Medaglia e Helen Downed ed edito da Mondadori. Spesso noi insegnandi di inglese quando pensiamo ad un libro di grammatica andiamo immediatamente alla serie di Grammar in Use della Cambridge, un po’ per deformazione professionale e un po’ perché effettivamente sono tra i libri più venduti e più apprezzati  in tutto il mondo del ESL. Tuttavia ho scoperto con piacere che questo libro più “piccolo” offre una serie di vantaggi non da poco rispetto a tanti altri testi più popolari.

Primo fra tutti, l’esausitivtà dei capitoli. Uno dei difetti di molte grammatiche è di andare a compartimenti stagni, considerando un singolo, preciso aspetto della lingua. Ovviamente questo è in parte inevitabile, ma in Grammar Profile si svolge un ottimo lavoro nell’esporre gli argomenti in modo chiaro ed esauriente. Un esempio? Il capitolo sul Present Perfect: si apre con uno schema semplice ma chiaro della forma grammaticale dal punto di vista puramente strutturale (cosa va messo dove), per poi passare ad esemplificarne gli usi con esempi chiari ed esercizi che facciano mettere subito in pratica quanto imparato. Inoltre le spiegazioni ed il raffronto con la lingua italiana sono ottime per i principianti e per gli studenti adulti, che spesso chiedono “ma a cosa corrisponde questo in italiano?”.

Un altro punto in più di questa grammatica rispetto ad altre è  che non si tratta un elenco di grammar topics punto e basta. In fondo al volume troviamo in fatti una serie di utilissime schede di vocabolario, che illustrano i termini più comuni, i false friends e appendici con altre finezze. Il tutto con un occhio di rigurado per i vocaboli che più frequentemente si ritrovano in esami della Cambridge come il PET, FCE o IELTS. Tra l’altro il testo è venduto corredato da un booklet di “exam practice”, che lo studente può utilizzare in autonomia o con l’insegnante per prepararsi ai suddetti esami.
Oltre al booklet e ai vocaboli, alla fine di ogni unità ci sono sezioni dedicate a FCE, PET o IELTS practice, che rappresentano un ottimo esercizio sia per chi intenda sostenere uno di questi esami sia per chi voglia semplicemente fare pratica della lingua nel suo utilizzo quotidiano.

linux_distrosOltre a tutto ciò – e forse il motivo che mi ha fatto amare più di tutti questo testo – la grammatica è corredata di DVD ROM con libro digitale visualizzabile sul proprio PC (o online) compatibile sia con i classici sistemi operativi commerciali che con le distribuzioni Linux Debian-based.
Ormai sapete quanto ci teniamo al software libero, per cui trovarmi il DVD ROM con il pacchetto deb comodamente installabile sui mio Elementary OS è stata una sorpresa davvero piacevolissima e un vero tocco di classe da parte dei curatori/editori del libro.

Insomma, se cercate un testo di grammatica da usare come riferimento in classe o per lo studio individuale, credo che questa possa assolutamente fare al caso vostro, specialmente se siete principianti o se avete come obiettivo uno degli esami Cambridge sopra menzionati.
E per una buona volta se usate Ubuntu o LinuxBBQ non sarete discriminati!




Libro: Japanese for Busy People

Una delle domande più frequenti che pongono i potenziali studenti di lingua giapponese è “Qual è il migliore libro o manuale per imparare il giapponese?”. La risposta più saggia sarebbe “Tutti e nessuno”. In realtà, ogni testo didattico ha la sua ragion d’essere. La scelta del libro di testo più adeguato dipende dalle motivazioni e dagli scopi che una persona ha per imparare la lingua giapponese, dal tempo che può o vuole dedicare allo studio e dagli interessi personali. Questo discorso credo che possa valere per l’apprendimento di qualsiasi lingua straniera.

In questo articolo presenteremo brevemente un testo utilizzato nei corsi intensivi, soprattutto nell’area anglofona, per imparare la lingua giapponese a partire dal livello base in un tempo “relativamente” limitato.

japanese_for_busy_peopleStiamo parlando di  Japanese for Busy People, uno dei testi più usati al mondo, ideato dall’Associazione per l’insegnamento della lingua giapponese (AJALT ovvero Association for Japanese – Language Teaching), un’ organizzazione no-profit fondata nel 1977 dal Ministero dell’Educazione giapponese.

Seppur la prima pubblicazione sia stata nel “lontano” 1984, la terza edizione nel 2006 presenta notevoli miglioramenti e modernizzazioni. Molto interessanti, infatti, sono le aggiunte di note all’inizio di ogni capitolo riguardo la cultura giapponese e gli esercizi nuovi con l’aggiornamento dei dialoghi e delle espressioni.

Il target ideale di tale testo è colui che desidera imparare a comunicare in maniera efficiente in lingua giapponese senza essere necessariamente uno specialista. Inoltre è stato ideato sia per lo studio autonomo che per l’apprendimento supportato da un insegnante. In pratica è un vero corso di “survival Japanese”, ma con l’accuratezza di presentare spiegazioni grammaticali ed esempi di conversazioni veritiere fra adulti.

Per quanto riguarda la struttura, Japanese for Busy People consta di 3 volumi, il Book 1 (disponibile sia in versione trascritta in caratteri latini o romaji, sia in alfabeto sillabico ossia kana), il Book II e il Book III.

Il Book 1 è suddiviso in 11 unità. Ognuna di esse presenta delle note iniziali di presentazione di alcuni aspetti culturali del giapponese, seguita da una pagina sulla grammatica. Successivamente vi sono le lezioni classiche con “dialogo – espressioni usate – esercitazioni pratiche”. Infine vi sono anche il manuale di esercizi (Workbook) e di scrittura.

Lo studio della lingua giapponese, infine, è contemplato per essere terminato in circa 60 ore per volume.

È il migliore testo? Dipende. Se avete tempo da dedicare allo studio della lingua giapponese con sistematicità e ripetizione, e vi interessa maggiormente la conversazione, più che la scrittura, è molto utile. Inoltre essendo maggiormente orientato per il mondo del lavoro, offre interessanti spunti sul business Japanese o su espressioni tipiche della sfera professionale  (ovviamente può essere molto utile anche a uno studente). Ricordiamo che il primo volume presenta la versione anche scritta interamente in romaji. In alcuni casi potrebbe essere uno strumento per velocizzare lo studio, rimandando in un secondo momento la memorizzazione del sistema di scrittura. Tuttavia personalmente consigliamo vivamente di cominciare al studiare contemporaneamente anche gli alfabeti sillabici e i primi kanji, perché cominciare a studiare la lingua giapponese scritta solo in alfabeti latini è come studiare un dipinto di Michelangelo senza colori. Non si può comprenderlo e apprezzarlo (si veda anche l’articolo sull’importanza didattica dei caratteri cinesi).

Un’altra nota che ci sentiamo di scrivere è che se siete molto “Busy” e pensate che terminando velocemente di leggere il primo volume riuscirete ad esprimervi magicamente in giapponese fluente, anche con l’ausilio di tale testo, lo studio della lingua può risultare vano. Infatti per quanto sia molto ben strutturato, anche il Japanese for Busy People richiede impegno e costanza. Quindi, non fatevi ingannare dal titolo!




Libro: “In Cina per lavoro”

in_cina_per_lavoroOggi vi presentiamo il volume In Cina per lavoro, volume da poco uscito per Zanichelli che mira a far avvicinare alla cultura, alle abitudini ed alle usanze del popolo cinese chi debba avvicinare la Cina per motivi di lavoro. Per prima cosa dobbiamo ammettere che un volume del genere mancava da troppo tempo in Italia.

Esistono certo numerosi libri sulla Cina e l’unico che per completezza ed interesse può essere avvicinato a questo rimane secondo noi solo La Cultura Cinese di Miriam Castorina. Tuttavia, mentre quest’ultimo è pensato come un testo per gli studenti di mediazione linguistica,  In Cina per Lavoro ha invece un tono molto più divulgativo, che a nostro avviso lo rende più appetibile al lettore occasionale.

Al di là di questi due volumi, nessun altro testo (di nostra conoscenza) era stato scritto in questi termini sulla Cina da sinologi; forse per questo motivo in questo tipo di testi, generici e divulgativi, abbiamo spesso trovato approssimazioni, stereotipi o comunque punti di vista molto personali da parte di autori che hanno sì sperimentato la Cina, ma che non la conoscono davvero a fondo. Il pregio di In Cina per Lavoro è invece quello – non scontato – di essere stato scritto a quattro mani da un’autrice italiana, sinologa e specialista di storia del costume cinese, e da un’autrice cinese, artista ed insegnante di lingue che da tempo lavora tra Italia e Cina.

Oltre all’accuratezza delle informazioni, che sono presentate in una prosa chiara ed efficace, ogni capitolo è corredato di un piacevolissimo glossario di termini (in caratteri e pinyin) legati al tema trattato; questo rende il testo molto utile non solo a chi voglia avvicinare la Cina ed il cinese per la prima volta, ma anche – e soprattutto – per chi conosca già o stia studiando la lingua cinese.

Questa versatilità è rispecchiata anche nei contenuti. Il testo spazia infatti dalla cucina alle credenze popolari, dalle informazioni sulle reti di trasporto ed il sistema bancario alla geografia e struttura politica della Repubblica Popolare Cinese.

Insomma, un brevissimo e concisissimo ‘bignami’ con tutto quello che serve sapere a chi parte per la Cina per lavoro per la prima volta (e non solo!) e non voglia farsi cogliere impreparato. In conclusione, possiamo consigliare a chiunque di leggere questo testo e di acquistarlo assolutamente assieme (o al posto) della guida turistica o del frasario prima di partire per il Paese di Mezzo.




Libro: “Impara il cinese in 1 mese”

Inauguriamo con questo post la nostra rubrica di recensione libri. Da oggi boccAperta vi proporrà alcuni testi sulle lingue e/o sul mondo Linux, spiegando brevemente cosa ci piace ed eventualmente cosa ci sarebbe da migliorare.

copertina impara il cinese in 1 meseIniziamo con un testo di recente pubblicazione (2011): IMPARA IL CINESE IN 1 MESE di Wang Dongdong

Il testo si prefigge di dare, in 30 lezioni più alcune situazioni di cinese commerciale, le basi per sapersi districare con conversazioni quotidiane in lingua cinese. Insomma dal classico come ti chiami a ordinare qualcosa al bar, parlare del tempo libero o di quello atmosferico fino a situazioni tipo in ospedale o agenzia di viaggi.

Diciamo che già il titolo è un po’ ambizioso, perché imparare il cinese in un mese non è certo impresa semplice. Nonostante questo, il testo ha un vantaggio davvero da non sottovalutare: la professoressa Wang ha infatti messo a punto un sistema molto interessante ed efficace per l’apprendimento dei vocaboli nuovi. Il sistema consiste in una breve frase, spesso bizzarra o non comune, che include sia la pronuncia che il significato del vocabolo e che, corredata da immagini, aiuta a ricordarli più facilmente. Così, ad esempio, per ricordare i vocabolo 刚 gāng (= appena), possiamo ricordare la frase “sono appena uscita dai gangheri”. Il metodo risulta ancora più utile per ricordare alcune regole grammaticali: fissiamo ad esempio le tre funzioni di 在 zài ricordando uno zaino a tre manici e così via.

Purtroppo però, a fronte di questo merito il testo ha anche alcuni difetti macroscopici che lo rendono di difficile utilizzo. Primo fra tutti l’assenza di materiale audio che aiuti lo studente a districarsi in un labirinto di toni, g nasali e consonanti aspirate. Questo difetto è ancora più grande se si pensa che il testo è pensato per il self-study, e che quindi la persona che lo acquisti potrebbe voler imparare il cinese senza l’ausilio di un insegnante.

Secondo, ma questo può essere dato dal fatto che si tratta della prima edizione, c’è un po’ di confusione nella trascrizione in pinyin dei dialoghi. Le stesse parole o gruppi di parole sono a volte traslitterate unite in pinyin, e a volte separate, creando ulteriore confusione per il principiante.

Infine, ma questa è più che altro un’opinione personale, sembra che la professoressa Wang abbia avuto un po’ fretta ad inserire argomenti grammaticali anche piuttosto complessi fin dalle prime lezioni. Certo, i dialoghi sono molto verosimili e quindi perfetti per affrontare fin da subito il cinese così come viene parlato quotidianamente, però ci troviamo solo alla lezione 8 già ad affrontare i complementi di grado e di risultato – il che può mettere alquanto in difficoltà il principiante dalla mia personale esperienza didattica.

Insomma, l’idea è ottima ma se non vengono corretti questi difetti – primo tra tutti l’assenza di materiale audio – mi sentirei di sconsigliare questo testo a chi voglia affrontare la lingua per la prima volta, magari anche per conto proprio.




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