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Stili di apprendimento: cinestetico

Ed eccoci al terzo ed ultimo stile di apprendimento: cinestetico. Si tratta dello stile che viene forse meno sfruttato in assoluto sia dagli insegnanti in classe che dagli studenti durante lo studio individuale. Eppure se siete risultati in maggioranza kinestetic learners conoscere alcune tecniche e trucchetti utili può davvero fare la differenza.

apprendimento_cinestetico

Cosa significa “cinestetico”? Riguarda naturalmente il movimento, cioè la capacità di apprendere facendo qualcosa piuttosto che solo sentendolo o vedendolo. Alcune pedagogie e “scuole di pensiero” attribuiscono addirittura a questo stile il 90% dell’apprendimento che effettuiamo ogni giorno, argomentando che tutti noi “impariamo soprattutto facendo”. Ricollegandomi all’esempio della strada, chi predilige questo stile ricorderà come raggiungere un determinato posto solo dopo aver percorso la strada lui stesso piuttosto che da indicazioni o mappe.

Ma com’è possibile sfruttare questa predilezione nello studio, visto che alla fine la parola “studiare” è spesso considerata un’antitesi al “fare”? Ecco alcuni consigli utili a riguardo:

  • prendere appunti è un’attività meccanica, che combina l’ascolto e l’elaborazione di informazioni con l’attività pratica di scrivere; questo aiuta moltissimo i kinestetic learners a rimanere concentrati anche durante una spiegazione o un’attività non propriamente motoria;
  • combinare allo studio un’azione: ad esempio imparare un verbo assieme ad un gesto che lo ricorda, ascoltare un audio mentre si corre o si cucina, ripetere vocaboli o frasi passeggiando o facendo qualche semplice esercizio di ginnastica ecc;
  • ancora una volta le flashcards (in questo caso SOLO quelle cartacee e non quelle elettroniche) possono aiutare a ricordare: prendere la card, girarla, rimetterla via ecc sono tutte azioni che aiutano chi predilige uno stile di apprendimento cinestetico a rimanere concentrato e a memorizzare con più facilità;
  • fare numerose pause mentre si studia o si fanno esercizi puramente “teorici”: chi ama imparare facendo difficilmente riesce a stare concentrato per molto tempo se non può muovere le mani o i piedi!
  • creare modellini, mappe, disegni ecc per fissare in testa vocaboli, frasi, strutture grammaticali ecc; il fatto di creare qualcosa di pratico ancora una volta aiuta a rimanere concentrati e a memorizzare;
  • studiare camminando può essere un’ottima alternativa per chi trova difficile stare seduto ad una scrivania per troppo tempo; in questo senso le lingue si prestano molto, infatti è molto facile portare con se mentre si cammina un mazzo di flashcards, un foglio di vocaboli, un audio o un testo da leggere.

Insomma, come avrete capito il kinestetic learner non riesce molto a stare fermo. Dunque invece di sforzarsi a farlo (cosa che comporta frustrazione, noia e spesso porta ad odiare la cosa studiata), perché non sfruttare questa preferenza per combinare attività interessanti come corse, passeggiate o esercizi alla memorizzazione di una lingua? In questo modo sarete più rilassati, positivi e avrete sicuramente maggiori risultati.

Come sempre, se avete idee, suggerimenti o metodi che utilizzate con successo, potete condividerli nella sezione commenti qui sotto.

Con questo articolo si conclude la serie sugli stili di apprendimento. Spero l’abbiate trovata utile e che vi abbia dato spunto per sperimentare nuove tecniche di studio e di memorizzazione. Infondo studiare una lingua dev’essere per prima cosa divertente, interessante e appassionante, no?

image courtesy of Brad Wells: http://www.glogster.com/bardwells/myglogster




Stili di apprendimento: uditivo

Oggi vi parlo del secondo stile di apprendimento, e forse quello più sottovalutato di tutti: lo stile uditivo. Dunque ancora una volta, se nei test che vi ho suggerito siete risultati auditory learners leggete quanto segue per risparmiare tempo ed imparare con maggiore facilità.

stile_uditivo

Si tratta sempre di una preferenza nell’immagazzinamento di informazioni nel nostro cervello tramite i sensi, e in questo caso ovviamente il senso prediletto è l’udito. Per continuare con l’esempio della strada, se siete auditory learners memorizzerete molto meglio una strada se qualcuno ve la spiega piuttosto che se la vedete su una mappa o se qualcuno ve la scrive. Come dicevo altrove, molte persone sottovalutano quanto effettivamente apprendano una lingua dal solo ascoltarla, e per questo sottovalutano molto gli esercizi di listening. Tuttavia se prediligete questo stile (o se comunque vi risulta in una percentuale piuttosto alta nei test) la cosa può risultare in un grosso errore, che porebbe compromette la vostra abilità di apprendere la lingua.

Ecco dunque alcune tecniche per sfuttare l’udito nello studio e nella pratica di una lingua straniera:

  • Leggere a voce alta testi o frasi per memorizzarne la struttura e la pronuncia.
  • Ripetere a voce alta frasi e vocaboli, magari accompagnandoli con un certo ritmo o contilena..
  • Utilizzare flashcard elettroniche corredate di file audio (ancora una volta consiglio l’utilizzo di ANKI) in modo da sentire ripetere le parole/frasi da memorizzare oltre a vederle scritte.
  • Utilizzare filastrocche, ritornelli, scioglilingua, assonanze o altri espedienti musicali che diano un “senso musicale” a ciò che si sta imparando; per chi memorizza con l’udito, avere un appiglio musicale a ciò che si deve apprendere aiuta tantissimo nella memorizzazione.
  • Registrare la lezione o ciò che viene detto in classe per poi riascoltarlo a casa. È anche possibile chiedere all’insegnante di registrare una sua spiegazione o le istruzioni date per un compito ecc, in modo da poterle poi riascoltare.
  • Ascoltare ripetutamente i file aiudio studiati in classe o forniti dall’insegnante o dal libro di testo.
  • Discutere di ciò che si è imparato con qualcuno o ripetere alcune frasi chiave ad amici/parenti.
  • Studiare in gruppo con qualcun altro discutendo o facendo e rispondendo a domande.

Insomma, cercate di aiutare il vostro cervello dandogli un “appiglio uditivo“, sia questo una filastrocca, un audio o la vostra stessa voce. In questo l’insegnante può giocare un ruolo chiave, quindi se state seguendo un corso fate presente all’insegnante questa vostra preferenza, chiedendo di disegnare delle attività che promuovano questo tipo di apprendimento.

Questo è tutto per oggi, come sempre se avete altri metodi, idee o preferenze a riguardo che volete condividere, potete farlo nei commenti sotto.

image courtesy of acsstudent: http://www.glogster.com/acsstudent/myglogster




Stili di apprendimento: visivo

Eccomi come promesso a parlarvi degli stili di apprendimento. Oggi in particolare prendiamo in considerazione l’apprendimento visivo, quindi se avete fatto uno dei test che vi avevo consigliato e siete risultati prevalentemente dei visual learners leggete quanto di seguito per conoscervi meglio e per scoprire tecniche di studio che potrebbero risultare più adatte a voi.

apprendimento visivo

Per apprendimento visivo s’intende la tendenza a memorizzare informazioni tramite il senso della vista; in poche parole, ricorderò più facilmente una strada se la vedo su una mappa piuttosto che se qualcuno me la spiega. Per facilitare lo studio e la memorizzazione di qualcosa, dunque, chi predilige questo stile di apprendimento dovrà cercare metodi di studio che aiutino la visualizzazione del concetto / parola / nozione che si vuole apprendere.

Alcuni metodi adatti per l’apprendimento visivo per quanto riguarda le lingue sono:

  • mappe concettuali;
  • poster ed etichette;
  • immagini etichettate (ad esempio, una casa con i mobili e le stanze in vista, su ogni oggetto c’è un’etichetta con il nome in lingua);
  • visualizzazione grafica della parola (questo metodo è utile soprattutto per i caratteri cinesi / kanji);
  • prendere appunti in classe o comunque trascrivere ciò che si deve apprendere, possibilmente usando simboli o abbreviazioni dove possibile;
  • schematizzare concetti e strutture grammaticali in modo da rendele più immediate visivamente;
  • evidenziare il libro di testo in diversi colori per focalizzare i punti salienti (per esempio, in giallo le parole nuove, in arancio le strutture grammaticali, in verde le preposizioni ecc…);
  • trascrivere a fianco di un testo una-due parole chiave da ricordare per focalizzare il contenuto;
  • utilizzare molto le immagini per ricordare i vocaboli (ad esempio con l’uso di flashcard).

In generale comunque, occorre tenere presente che chi predilige questo stile di apprendimento ha bisogno di un “appiglio” visivo per ricordare qualcosa, quindi l’idea chiave è di affiancare sempre allo studio (sia in classe che a casa) uno stimolo visuale. Anche solo concentrarsi a guardare una persona mentre parla può esserci utile!

Se siete visual learners spero abbiate trovato questi suggerimenti utili. Se invece avete altre idee o tecniche che utilizzate spesso e con successo nell’apprendimento vi invito a condividerle nei commenti qui sotto.

image courtesy of cmjwfa55: http://www.glogster.com/cmjwfa55/myglogster




Stili di apprendimento per migliorare lo studio

stili_apprendimento_studioRieccomi, dopo la pausa esitiva e il trambusto dei nuovi corsi in partenza, a raccontarvi alcuni miei consigli per studiare le lingue. Oggi inizio una serie di articoli sugli stili di apprendimento, che possono aiutare tantissimo chi sta studiando una lingua a migliorare la propria produttività e quindi ad imparare con meno sforzo.

Di cosa si tratta? Sono “comportamenti cognitivi” con cui interagiamo con l’ambiente di apprendimento – paroloni per dire che si tratta delle nostre preferenze (spesso inconscie) sul metodo per imparare qualcosa. Si studiano in (quasi) tutti i corsi per l’insegnamento, ma dal mio punto di vista è un peccato che nessuno li spieghi chiaramente agli studenti! Infatti essere consapevoli delle proprie preferenze in fatto di studio può farci risparmiare un bel po’ di tempo e sforzo inutile nello studiare con metodi per noi non molto efficaci.

Gli psicologi e i pedagoghi dibattono molto su come suddividere questi stili, ma uno dei modelli più in voga (detto VAK) distingue tre principali stili. Questi sono ovviamente delle mere generalizzazioni, nessuno avrà mai un solo stile sempre e comunque, tuttavia nella gran parte dei casi ognuno di noi ha una preferenza per un metodo piuttosto che un altro, e conoscere questa preferenza può essere molto utile per capirci meglio e quindi apprendere con maggiore facilità. I tre stili riconosciuti dal modello VAK sono:

Approfondirò nelle prossime settimane, in tre post diversi, ognuno di questi stili e quali metodi di studio possono essere più efficaci per ognuno. Nel frattempo, vi invito a fare uno dei tanti test che si trovano online per capire da che parte state, in modo da poter sfruttare questa conoscenza fin da subito!

Ecco alcuni link utili:

Continuate a seguire il blog per capire meglio come sfruttare le vostre preferenze di apprendimento…




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