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Metodo di studio: come annotare i vocaboli nuovi

La settimana scorsa vi ho parlato di quanto sia importante prendere appunti durante una lezione di qualsiasi tipo. Oggi vorrei invece approfondire alcune tecniche per appuntarsi vocaboli ed espressioni nuove che emergono da una lezione di lingua.

Annotarsi nuovi vocaboli può sembrare una cosa sciocca, che molte persone fanno in modo casuale e quasi meccanico. Per poi, una volta a casa, scoprire che non ricordano assolutamente cosa significhi la parola, o peggio ancora non riuscire nemmeno a decifrare cos’hanno scritto! Per evitare tutto questo, è bene progettare fin dall’inizio del corso come si vogliono annotare i vocaboli e le espressioni nuove incontrate in classe. Spero che questo post possa darvi delle idee utili e interessanti.

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Metodi per ricordare vocaboli: utilizzo nella vita quotidiana

english_action_verbsVi parlo oggi dell’ultimo della serie di metodi per ricordare vocaboli che abbiamo pubblicato negli ultimi mesi in questo blog. Si tratta forse del più banale, e per questo probabilmente il più sottovalutato di tutti i metodi illustrati finora. Eppure è così semplice ed immediato che può essere utilizzato da tutti, grandi e piccini, manager impegnati e tranquilli pensionati, ed è per questo che lo consiglio sempre a chiunque stia studiando una lingua straniera.

Il metodo è davvero semplice: basta correlare la propria vita quotidiana alla lingua stessa, in modo da ripetere frasi o vocaboli nel quotidiano quasi senza neanche accorgersene. Un esempio che faccio sempre è quello della data o dell’ora: se stiamo imparando come dire l’orario in una determinata lingua, perché ogni volta che guardiamo l’orologio durante la giornata, oltre a dire o dirci l’ora in italiano non pensiamo a come si direbbe nella lingua x? E così si potrebbe fare con numeri, nomi di oggetti, nomi astratti o – perché no – frasi intere. Un altro esempio: vado a comprare un paio di scarpe e devo chiedere al commesso “ci sono in blu”? Dopo che l’ho chiesto in italiano perché non ripeterlo – a bassa voce o mentalmente -in giapponese o tedesco? E se non ricordo come si dice, posso sempre farmi un piccolo appunto e andare a ricontrollare una volta a casa, così la prossima volta lo saprò dire.

È un esercizio che non richiede materiale particolare (come invece richiedono le flashcards o le etichette) e che quindi non è necessario preparare in anticipo. L’esercizio in sé inoltre ci impegna solo pochi secondi quando lo facciamo – e chi non ha qualche minuto libero durante la sua giornata? – ma che se fatto con regolarità può portare a dei risultati davvero incredibili in pochissimo tempo.

Inoltre, se volete essere sicuri di farlo con maggiore regolarità e in modo un po’ più strutturato, potete facilmente abbinare questo tipo di eserczio al calendario dei vocaboli. In questo modo non solo sarete sicuri di acquisire ogni giorno un vocabolo o una frase nuova, ma potrete anche tenere traccia dei vostri progressi e avere un segno tangibile di quanto siete riusciti ad apprendere alla fine di ogni mese.

Quindi non ci sono scuse, questo metodo è adatto a tutti, anche i più pigri o i più impegnati. Bastano solo un po’ di impegno e di motivazione!




Metodi per ricordare vocaboli: poster ed etichette

poster ed etichette per ricordare vocaboli con facilitàEccomi di nuovo a parlarvi di uno dei miei metodi preferiti per l’apprendimento di vocaboli in una lingua straniera.

Si tratta di un’alternativa alle flashcards che personalmente ho utilizzato parecchio: sto parlando dell’uso di poster o etichette da posizionare in punti strategici della casa o dell’ufficio. Quando ho dovuto imparare montagne di caratteri cinesi, infatti, etichettavo ogni cosa della casa (dalla porta alla matita, dal frigorifero al letto) con il carattere corrispondente, avendo cura di posizionare l’etichetta in un punto ben visibile dove mi sarebbe caduto spesso l’occhio.

Sembra una cosa ridicola, ma giuro che ancora oggi ricordo alcuni caratteri proprio come erano posizionati in casa, e da lì ricordo anche la grafia e il pinyin. Proprio perché, avendo messo le etichette in luoghi di passaggio o in cui mi cadeva l’occhio frequentemente, ogni giorno senza accorgermene ripetevo i caratteri in questione decine di volte!

Per concetti più astratti, come ad esempio le varie forme del verbo “portare” o i termini grammaticali, ho invece utilizzato dei semplici poster colorati con immagini che ho appeso davanti alla scrivania dove sedevo a studiare, sulla finestra o vicino al letto. In questo modo ogni volta che mi alzavo dal letto, o che alzavo la testa dai libri per una pausa, volente o nolente il mio sguardo si posava sui caratteri in questione.

Ovviamente questo metodo non è adatto a tutti. C’è chi mi dice: “se faccio così, dopo due volte io non le vedo neanche più le etichette”. Sarà, magari effettivamente non ci facciamo caso, ma un po’ con il principio della pubblicità subliminale, anche se non ci facciamo caso in realtà il nostro cervello sta processando ed immagazzinando informazioni ogni volta che posiamo gli occhi su qualcosa.




Metodi per ricordare i vocaboli: flashcards

Continuiamo a parlare di metodi per ricordare vocaboli, e questa volta analizziamo il metodo utilizzato anche da Anki. Il software ha reso in formato elettronico una tecnica che esisteva già molto prima e che, nonostante i mezzi informatici,  nessuno ci impedisce di utilizzare anche nel suo “tradizionale” formato cartaceo. Le flashcards consistono in un mazzo di carte sul cui fronte c’è una domanda, una frase un vocabolo da ricordare o semplicemente un disegno, mentre sul retro c’è la risposta o il vocabolo nella lingua straniera.Facciamo un esempio:

flashcards: consigli pratici per imparare vocaboliQueste flashcards, dall’inglese al cinese, riportano da un lato la parola apple e l’immagine di una mela, mentre dall’altra i caratteri cinesi ed il pinyin per la pronuncia. Dunque studieremo il mazzo o guardando il cinese, e cercando di ricordare cosa significhi 苹果 píngguò, oppure guardando l’inglese, cercando quindi di ricordare i caratteri e la pronuncia della parola mela in cinese.

Un mazzo del genere è facilmente trasportabile ed è utilizzabile non solo mentre si studia, ma anche in viaggio, durante l’attesa dal dentista o addirittura mentre si passeggia! Alcuni di questi mazzi si trovano in commercio, ma per lo più in inglese; se invece desideriamo avere un mazzo perfettamente adatto alle nostre esigenze di studio, dal mio punto di vista vale la pena impiegare qualche ora per crearsi un mazzo personalizzato, che può successivamente essere ampliato e modificato a seconda delle proprie esigenze di studio.

Tra l’altro – vista la stagione – le flashcards sono utilissime anche per chi debba andare in vacanza all’estero e memorizzare qualche frase chiave o per chi voglia mantenere viva una lingua anche durante l’estate.

Concludo specificando che questo è uno dei metodi preferiti delle persone che hanno studiato con me sia cinese che inglese: tutti sono stati diffidenti all’inizio, per il relativo impiego di tempo nel creare i mazzi (ma per i più pigri ricordo che c’è sempre Anki!), ma tutti poi mi hanno ringraziata per l’efficacia di questo semplice ma straordinario giochetto.




Metodi per ricordare vocaboli: mappe concettuali

Terza puntata della serie “metodi per ricordare vocaboli“. Oggi vi parlo di un metodo non molto usato tradizionalmente per le lingue, che in genere viene sfruttato soprattutto per materie discorsive o scientifiche, ma che può tornare molto utile anche nello studio dei vocaboli. Si tratta delle cosiddette mappe concettuali.

Le mappe concettuali non sono altro che diagrammi che legano assieme vocaboli che hanno qualcosa in comune, in modo da avere sia una rappresentazione visiva che un percorso logico che faciliti la memorizzazione. Questo metodo si rivela utilissimo quando, man mano che studiamo una lingua, iniziamo a capire e trovare i link che collegano diverse parole.

Per fare un esempio, potrebbe essere utile, a seconda delle esigenze di studio i ognuno, creare una mappa concettuale per un dato argomento (es. una serie di vocaboli che conosciamo che riguardano il cibo), oppure per per assonanza (vocaboli con una pronuncia simile) o infine per radice comune (es.: to communicate, communication, communicative, ecc.).

Alcuni troveranno molto utile aggiungere alle parole delle immagini significative, che possono aiutare a fissare più facilmente in testa il vocabolo da imparare. Il grosso vantaggio di questo metodo è che le mappe sono di facile creazione, sia al computer che a mano, e come le flashcards possono essere comodamente trasportate per studio o ripasso anche in viaggio o nelle sale d’attesa.

Eccovi un esempio di visual map che ho creato per i vocaboli cinesi (livello A1) legati alla sfera di 电 diàn, elettricità:

mappa concettuale di un vocabolo: consigli pratici per ricordare vocaboliCon i caratteri cinesi/giapponesi il compito di creare mappe concettuali è forse ancora più facile ed intuitivo, dato che sono molti i caratteri che condividono un radicale o parole legate da un carattere in comune (come nell’esempio sopra). Ma anche una lingua europea più fornire moltissimi spunti per creare una mappa di questo tipo.

Per concludere vorrei sottolineare che questo tipo di esercizio è particolarmente adatto a chi tende a ricordare più le sequenze logiche rispetto a elenchi mnemonici, e chi ha bisogno di trovare legami e corrispondenze per aiutare la memoria.




Metodi per ricordare vocaboli: ripetizione e memorizzazione di frasi

Rieccomi con la seconda puntata della serie “metodi per ricordare vocaboli“: ripetere e memorizzare frasi in lingua. Questo metodo è, ad esempio, un aspetto chiave dell’apprendimento nel sistema educativo cinese, ma viene spesso sottovalutato da noi italiani. Imparare “a pappagallo” è noioso, ripetitivo e non serve a nulla.

Se da un lato – come diceva già Confucio quasi 3000 anni fa –

學而不思則罔,思而不學則殆
xué​ ér ​bù ​sī ​zé ​wǎng​, sī​ ér​ bù ​xué ​zé ​dài
Studiare senza riflettere è vano, riflettere senza studiare è pericoloso

è anche vero che, come ci insegna Anki, la ripetizione aiuta molto la memoria, specialmente per il cinese.

xueerbusiOltre al fattore memoria, c’è un altro motivo molto importante per cui insisto sempre che i vocaboli vengano imparati con o all’interno di una o più frasi esempio, ed è che queste forniscono un contesto. Cioè invece di imparare il vocabolo isolato, che poi magari conosciamo benissimo ma non sappiamo usare (creando a volte errori imbarazzanti!) meglio capire anche in che modo e in che situazioni si usa.

Sì perché sapere che home significa “casa” non ci aiuta del tutto: esistono due vocaboli equivalenti a “casa” in inglese, dunque quando vogliamo dirlo come facciamo a scegliere quale usare? Facile! Se memorizziamo le frasi: “I feel at home here” e “the house where I live now is bigger than the flat where I lived before” non solo impariamo la differenza tra i due vocaboli, ma immagazziniamo anche forme grammaticali e altri vocaboli a lato.

Un altro esempio? Se voglio imparare il phrasal verb inglese “pick up” potrei ricordare “I pick up my daughter from school every day“. In questo caso, ricordando la frase non solo ricordo il significato di pick up, ma anche tutta una serie di informazioni correlate molto importanti: dove va l’espressione di tempo every day, la preposizione from, dove va l’oggetto con i phrasal verbs, ecc.

Per questo spesso consiglio a chi dice di avere “poca memoria” (scusate ma non ho ancora capito bene: ma come si misura la quantità di memoria?!) di cercare di ripetersi delle frasi intere piuttosto che dei vocaboli, meglio ancora se queste frasi ci vengono ripetute da un madrelingua (quindi da un audio pre-registrato). Per altro per rendere l’operazione meno noiosa si può sempre ricorrere all’ausilio di canzoni, filastrocche, film o videogiochi.

Insomma, la ripetizione di frasi può essere davvero una carta vincente nell’apprendimento di una lingua straniera, quindi consiglio sempre questo metodo a tutti, anche a lato di altri metodi.




Metodi per ricordare vocaboli: il calendario dei vocaboli

vocabulary_calendarPer la serie “metodi per ricordare vocaboli” oggi vorrei soffermarmi su un utile strumento per apprendere nuovi vocaboli: il calendario dei vocaboli. Quest’ultimo non è naturalmente un’idea mia, bensì viene da qui: calendario dei vocaboli Oxford. Tuttavia la trovo così interessante da utilizzarla spesso con i miei studenti, sia di inglese che di cinese, per la praticità e la “giocosità” della cosa.

Il tutto nasce dall’advent calendar che tradizionalmente accompagna i bambini al Natale con un cioccolatino o qualche altro treat ogni giorno per il mese precedente la festa. Nel nostro caso al posto del cioccolatino abbiamo un vocabolo in lingua a nostra scelta.

Ecco come si procede:

  1. prendiamo la lista di vocaboli che abbiamo studiato con l’insegnante (o vocaboli interessanti che abbiamo trovato ascoltando podcast, leggendo o guardando qualcosa) e ne scegliamo ogni giorno per ogni giorno del mese che vogliamo ricordare. Nella scelta, consiglio sempre di partire dai vocaboli che ci sembrano più utili o che troviamo più facili, per poi aumentare la difficoltà progressivamente;
  2. annotiamo i vocaboli sul calendario: possiamo utilizzare uno schema già pronto, un calendario che abbiamo in casa o un semplice foglio di carta. L’importante è annotare, assieme al vocabolo, anche la pronuncia e soprattutto una o due frasi di esempio in cui il vocabolo è utilizzato in un contesto;
  3. iniziamo poi il primo giorno del mese con il primo vocabolo: cerchiamo di ripeterlo ogni volta che possiamo, di scriverlo in giro (magari in un posto che vediamo spesso durante il giorno), ripeterlo a mente; è utile anche trascriverlo più volte – soprattutto se si tratta di cinese o giapponese – oppure se possibile ascoltare e ripetere più volte le frasi di esempio;
  4. ripetere l’operazione con un nuovo vocabolo ogni giorno fino alla fine del mese, curandoci, a fine giornata, di ripassare mentalmente anche tutti gli altri vocaboli imparati i giorni successivi.

In questo modo in 2 mesi estivi (luglio-agosto) potremmo imparare più di 60 vocaboli nuovi, e avremmo tenuto allenata anche la lingua tramite frasi di esempio. Facile, no? 🙂




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