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articoli, tutorial e consigli per l’uso di Anki come strumento di apprendimento

Perché creare mazzi e carte su Anki

anki_home

Prendendo spunto da questo articolo oggi vorremmo insistere sull’importanza di creare il proprio mazzo e le proprie carte su Anki, il software di ripetizione assistita utilissimo per lo studio delle lingue.

In questo tutorial vi abbiamo spiegato come creare e modificare un mazzo e le carte contenute per adattarli alle vostre esigenze di studio, ma ancora oggi molte persone ci scrivono chiedendoci se esistono e dove possono essere scaricati mazzi per Anki in italiano su questa o quella materia. La nostra risposta è sempre la stessa: per ora la maggior parte dei mazzi è in inglese, ma questo è quasi un pregio più che un difetto. Infatti creare il proprio mazzo e aggiungervi le proprie carte personalizzate ha molti vantaggi rispetto alla scorciatoia di scaricane uno già pronto.

Eccovi dunque i tre principali motivi per cui vi invitiamo a mettervi all’opera e creare i vostri mazzi personalizzati:

  1. anki_studioMassima personalizzazione: il primo motivo sembra il più banale, ma non va sottovalutato. Creando il proprio mazzo si possono inserire i vocaboli che preferiamo, magari escluderne alcuni che non ci interessano (evitando lo sforzo di imparare cose che tanto non useremo mai) o aggiungerne altri che ci possono sembrare utili. Inoltre possiamo utilizzare la traduzione che preferiamo per un dato vocabolo, aggiungere la pronuncia o altri elementi che riteniamo utili o indispensabili allo studio del vocabolo. Ad esempio, per il cinese o giapponese potremmo inserire un’immagine che ci ricorda il carattere in questione, oppure una breve descrizione della sua composizione che ci aiuti a ricordarlo. Insomma, scrivendoci le nostre carte possiamo creare un mazzo completamente adatto a noi, al nostro metodo di studio e alle nostre esigenze.
  2. Conosci il tuo mazzo: anche questo sembra banale, ma non lo è. Creando il proprio mazzo, conosciamo bene le definizioni o abbreviazioni che abbiamo usato, possiamo decidere l’ordine in cui inserire le carte e le etichette da creare per suddividerle in gruppi di interesse. Inoltre – la motivazione gioca sempre un ruolo fondamentale nello studio di una lingua – se perdiamo del tempo a crearci un mazzo poi saremo molto più incentivati a studiarlo, e gratificati nello studio. È una cosa nostra, creata da noi per noi stessi, e questo ci stimolerà sicuramente a proseguire nello studio ogni giorno e con costanza
  3. Riscrivere significa studiare: per creare una carta, dobbiamo sicuramente andare a cercare tra i nostri libri o appunti i vocaboli o comunque le nozioni che vorremmo aggiungere e quindi imparare, inserirle nella carta con il loro significato, stando attenti a trascrivere il tutto nel modo corretto. Già questo è un ottimo esercizio di ripetizione e un modo per iniziare a studiare! Non si ricorderà certo tutto dopo aver creato un mazzo, ma magari senza accorgercene immagazziniamo già in testa alcuni vocaboli, il loro significato o come vengono scritti.

Creare mazzi e carte su Anki è davvero questione di pochi secondi e una volta impostate le preferenze e il layout delle carte e imparato il processo sarà possibile creare centinaia di carte in pochi minuti. Quindi si tratta di avere molti vantaggi spendendo pochi minuti.

Per questo vi invitiamo ancora una volta a provare Anki dandovi il tempo di capire come funziona e di prendere dimestichezza col programma. Uno degli errori più comuni è quello di lasciar perdere dopo aver fatto due click, per la pigrizia di imparare come utilizzarlo o per mancanza di tempo.
Noi insistiamo: si tratta di perdere pochi minuti, magari mezzora la prima volta che lo usate, ma dopo i vantaggi saranno davvero tanti e non potrete più fare a meno del vostro Anki e dei vostri mazzi.




Tutorial per Anki 2.0 – seconda parte

Rieccoci con la seconda parte del tutorial per Anki 2.0. Se usate Anki per la prima volta, potete leggere la prima parte del tutorial per capire come installarlo e utilizzare le funzioni di base.

Vogliamo sottolineare che tale tutorial NON ha in nessun modo la pretesa di essere esaustivo: si tratta semplicemente di un veloce manuale d’uso per chi utilizzi da poco il software e debba orientarsi sulle funzioni base del programma. Per istruzioni e spiegazioni più esaustive, rimandiamo al manuale d’uso Anki 2.0, che è però solo in inglese ad oggi. Inoltre questo tutorial è specifico per la VERSIONE DESKTOP di Anki. Le varie versioni mobili sono leggermente diverse, anche se le funzioni base sono comunque molto simili a quelle di seguito descritte.

 

5. Scaricare un mazzo condiviso

Come abbiamo visto nel paragrafo 3 della prima parte del tutorial, il modo più semplice e veloce (anche se spesso meno effettivo) per utilizzare Anki è di scaricare un mazzo che è stato condiviso online. Basta cliccare sul pulsante Ottieni mazzi condivisi nella schermata iniziale del programma

Anki_ottieni_mazzi_condivisi

oppure visitare il sito AnkiWeb nella sezione Shared decks dove si possono cercare i mazzi per argomento o parole chiave.

anki_shared_decks

Una volta scelto un mazzo che c’interessa, basta cliccare Download, scaricare il file .apkg e seguire la procedura per importare un mazzo descritta nel paragrafo 3 della prima parte del tutorial.

 

6. Creare un mazzo

Coma già detto, creare un mazzo personalizzato è forse il modo migliore per sfruttare le potenzialità di Anki, in quanto questo ci permette, in pochi minuti, di avere un mazzo del tutto adatto alle nostre esigenze di studio e nella nostra lingua di preferenza. Per creare un mazzo, basta cliccare sul pulsante Crea Mazzo della schermata principale di Anki

Anki_crea_mazzo

Vi apparirà ora una seconda finestra, dove dovrete immettere il nome del vostro nuovo mazzo

anki_crea_mazzo

A questo punto il vostro nuovo mazzo comparirà nella lista dei mazzi a vostra disposizione, ma sarà vuoto. Cliccando sul nome del mazzo, otterrete una schermata simile a questa

anki_mazzo_vuoto

Clicchiamo su Aggiungi in alto al centro e ci comparirà una schermata che ci permetterà di aggiungere una nuova carta.

anki_nuova_carta

Basta digitare qualcosa sul campo Fronte (quello che ci verrà proposto dal programma) e sul campo Indietro (cioè retro, la risposta) e cliccare aggiungi per creare una nuova carta. Con i tasti in alto a destra (riquadrati in rosso nell’immagine sopra) è possibile personalizzare il testo della carta o della risposta aggiungendo grassetto, sottolineature, colori del testo o dello sfondo o addirittura aggiungendo immagini, suoni o formule matematiche.

In alto a sinistra invece si trovano due importanti tasti: Campi e Carte.

 

7. Cambiare lo stile e le impostazioni delle carte

Cliccando Campi, sarà possibile modificare l’ordine o aggiungere nuovi campi. Nel nostro caso, per lo studio del giapponese, abbiamo voluto aggiungere il campo “kanji” per poter aggiungere alla risposta il o i kanji ad essa associati. Per farlo abbiamo cliccato Campi > Aggiungi ed abbiamo inserito il nome del campo. È anche possibile, cliccando Riposiziona, decidere in che posizione mettere il nuovo campo. Nel nostro caso lo abbiamo lasciato in ultima posizione, dopo il retro (Indietro).

anki_nuovo_campo

Se cliccate Carte invece, avrete la possibilità di modificare a vostro piacimento il layout, lo stile e il tipo di carte. La schermata che vi comparirà è simile a questa

anki_modifica_stile_carta

Come vedete, nel riquadro Modello fronte è possibile impostare come apparirà il fronte della carta, quali campi saranno presenti, se vogliamo aggiungere una dicitura sempre uguale per tutte le carte, del tipo: “Come si dice in inglese…”, ecc.

Nel riquadro Stile possiamo cambiare colore, stile e grandezza del font delle carte, colore del background e l’allineamento del testo.

Infine nel riquadro Modello retro possiamo personalizzare il retro della carta, cioè quello che ci viene dato come risposta.

Questa è la stessa carta di sopra, in cui sono stati modificati alcuni parametri

anki_carta_modificata_highlights

Particolarmente interessante è la possibilità di aggiungere {{type:Nome di un Campo}}. Inserendo questa dicitura, comparirà una casella di testo dove potrete inserire la risposta; il programma confronterà automaticamente la vostra risposta con il campo che avrete indicato (nel caso dell’immagine sopra, la risposta verrà confrontata con il campo Indietro) e vi mostrerà se e cosa avete sbagliato

anki_carta_scrivere_con risposta

Infine, notiamo che dal menù principale su File>Esporta sarà possibile esportare in file .apkg o in un file di testo uno o tutti i propri mazzi, per condividerli con altri o semplicemente per fare un backup.

 

8. Utilizzare Anki online

Come già detto, è posibile – e consigliato – creare un account online su AnkiWeb. In questo modo sarà possible studiare lo stesso mazzo da più computer/dispositivi, avere un backup online del proprio studio e dei propri mazzi e sarà anche possibile studiare direttamente dall’interfaccia online, nel caso vi troviate a studiare in un computer/dispositivo che non è il vostro.

Effettuando l’accesso con il proprio nome utente e password, ci troveremo di fronte ad una schermata con varie schede in alto a destra.

ankiweb_mazzi

Scegliendo la scheda Decks, è possibile vedere tutti i vostri mazzi, e cliccando sul nome di un mazzo sarà possibile studiarlo direttamente dal sito.




Breve tutorial per Anki 2.0 – prima parte

In seguito al post che abbiamo pubblicato qualche tempo fa su Anki ci sono arrivate parecchie email e richieste su come utilizzarlo, dato che da ormai qualche mese è uscita la versione 2.0 ma ancora non sono comparsi manuali d’uso in italiano. Abbiamo quindi deciso di pubblicare un breve tutorial sulle funzioni principali di questo utilissimo software di ripetizione assistita, che aiuta moltissimo la memorizzazione di vocaboli, formule, nozioni o qualsiasi cosa si debba ricordare a memoria.

Il tutorial sarà in due parti. In questa prima parte, vediamo come scaricare, installare  e impostare il programma, mentre nella seconda parte vedremo alcune opzioni un po’ più avanzate quali: come creare un mazzo, personalizzare le carte, ecc.

Vogliamo sottolineare che tale tutorial NON ha in nessun modo la pretesa di essere esaustivo: si tratta semplicemente di un veloce manuale d’uso per chi utilizzi per la prima volta il software e debba orientarsi sulle funzioni base del programma. Per istruzioni e spiegazioni più esaustive, rimandiamo al manuale d’uso Anki 2.0, che è però solo in inglese ad oggi. Inoltre questo tutorial è specifico per la VERSIONE DESKTOP di Anki. Le varie versioni mobili sono leggermente diverse, anche se le funzioni base sono comunque molto simili a quelle di seguito descritte.

1. Scaricare e installare Anki

 Partiamo dall’inizio: per prima cosa, sarà necessario scaricare il software dal sito ufficiale Anki; esistono diverse versioni dello stesso, compatibili con svariati sistemi operativi e dispositivi mobili (tablet, smartphone, ecc.):

sito

Per scaricare la versione giusta, basta cliccare sul sistema operativo/dispositivo per cui si desidera scaricare l’applicazione e si verrà rimandati ad una pagina dove è spiegata la procedura per ottenere l’applicazione.

2. Setup

Una volta scaricato, Anki va installato seguendo le procedure standard di installazione software del proprio pc. Quando lo si apre per la prima volta, Anki ci chiederà di scegliere la nostra lingua di riferimento: a questo punto scegliamo l’italiano e procediamo.

anki_scelta_lingua

La schermata con cui il software si presenta alla prima apertura sarà come segue:

Anki_schermata_iniziale

Ad un colpo d’occhio possiamo già notare alcune delle funzioni principali del programma:

Anki_schermata_iniziale_highlights

La prima cosa che consiglio di fare è quindi personalizzare le impostazioni a seconda delle proprie preferenze. Cliccando su Strumenti > Preferenze apparirà una schermata simile a questa:

anki_preferenze

Qui se si desiderà sarà possibile impostare una funzione davvero comoda: la sincronizzazione online dei propri mazzi. Questo permette sia di avere un backup dei mazzi che si stanno studiando e dei propri progressi, sia di utilizzare Anki in diversi computer/dispositivi o addirittura online, tenendo sempre traccia delle carte studiate. Creando un account sul sito Anki Web quindi tornando al software su Strumenti > Preferenze > Password del profilo sarà possibile collegare il software al vostro account online.

anki_web

Nella seconda scheda delle preferenze, invece, sarà possibile decidere se sincronizzare le carte studiate automaticamente ad ogni apertura/chiusura del programma, oppure soltanto manualmente a nostra scelta con il tasto di sincronizzazione che abbiamo visto nella schermata principale in alto a destra.

anki_preferenze

3. I mazzi

Una volta selezionate le impostazioni che preferiamo, è il momento di caricare i mazzi che ci interessano. Un mazzo è un insieme di carte che vogliamo studiare. Sul Fronte della carta troviamo la domanda, un’immagine o la parola che dobbiamo ricordare, sul retro troviamo la soluzione/risposta. Per ottenere un mazzo esistono tre possibilità (vedi tasti in basso l’immagine della schermata principale):

1) Scaricare un mazzo che è stato condiviso online da altre persone: questa è la soluzione più veloce e “comoda”, ma spesso meno produttiva in quanto i mazzi creati da altri non corrispondono mai perfettamente alle nostre esigenze; inoltre raramente i mazzi che si trovano online sono pensati per parlanti di italiano – quasi tutti i mazzi hanno come lingua principale l’inglese (cfr. seconda parte per istruzioni su come trovare e scaricare mazzi condivisi).

2) Creare un mazzo: questa secondo il nostro parere è la soluzione più auspicabile. Creare un mazzo porta via pochi minuti, un’oretta al massimo se si ha moltissimo materiale da caricare, ma permette di creare un mazzo esattamente disegnato secondo le nostre esigenze di studio, i vocaboli o nozioni che dobbiamo imparare e nella nostra lingua di preferenza (cfr. seconda parte per istruzioni su come creare un mazzo).

3) Caricare un mazzo già creato: questa opzione è valida per chi abbia già creato un mazzo in precedenza e lo voglia ricominciare a studiare, o se ad esempio la nostra insegnante, un amico o collega ci vuole passare un mazzo già creato da lei/lui. I mazzi anki saranno in formato .apgk e in questo caso, come in qualsiasi altro programma, basta selezionare il file in questione dal proprio computer e Anki lo riconoscerà automaticamente come un mazzo.

Una volta caricato o creato un mazzo, è ora giunto il momento di iniziare a studiare le carte. Cliccando sul nome di uno dei mazzi a nostra disposizione, sarà possibile visualizzare alcune statistiche e iniziare a studiare il mazzo cliccando su Studia adesso.

mazzo_anki_inizio

In basso al centro, è possibile impostare le opzioni di studio personalizzato: se ad esempio vogliamo studiare più carte di questo mazzo, o di meno, oppure  con più o meno frequenza ecc.

anki_studio_personalizzato

Oppure è possibile impostare le opzioni del mazzo quali l’intervallo di ripetizione, la facilità iniziale, se visualizzare o meno un timer ecc.

anki_opzioni_mazzo

4. Le carte

 Dopo aver impostato questi parametri, se lo si desidera, è giunto il momento di iniziare con le ripetizioni. Una carta si presenta più o meno così:

studio_carta_noscrivere

Dopo che abbiamo pensato alla risposta, possiamo cliccare su Mostra la risposta per verificare se abbiamo ricordato correttamente il concetto o la parola in questione:

studio_carta_noscrivere_conrisposta

In basso sarà inoltre obbligatorio segnalare se abbiamo trovato questa domanda/parola facile o difficile, se la ricordavamo bene o abbiamo tentennato. Questo aiuterà il programma a decidere se e quando riproporci la stessa carta.

Una volta finito di studiare le carte proposte sarà possibile, se lo si desidera, tornare ai mazzi per studiarne altri, oppure ripetere in anticipo alcune carte dello stesso mazzo. Altrimenti il programma riproporrà altrettante carte il giorno successivo, mescolando quelle già studiate a carte nuove per tenere la nostra memoria sempre in allenamento.




Anki: come memorizzare con poco sforzo

Nella mia carriera di insegnante ho spesso incontrato studenti, soprattutto tra gli adulti, preoccupati di non riuscire più a memorizzare vocabolario, regole o frasi necessarie per saper parlare una lingua. E’ vero, man mano che l’età avanza è sempre più difficile far entrare in testa dati mnemonici, e se a 13-14 anni ci voleva un’ora per imparare una pagina di vocabolario d’inglese, a 30 o 40 ci ritroviamo ad impiegarne due o tre di ore.

Tuttavia non c’è da scoraggiarsi. Infatti ci sono molti modi per aiutare il nostro povero cervello, già sovraccaricato di input e informazioni in quest’era digitale, a registrare quello che ci serve. Per prima cosa, è opportuno specificare che esistono diversi canali d’apprendimento, che variano molto da persona a persona. C’è chi impara copiando e trascrivendo le cose più volte, chi ascoltando qualcosa poi non se lo toglie più dalla testa e chi impara più facilmente un procedimento pratico. In particolare, questi canali vengono suddivisi in apprendimento visivo (se ad esempio vi resta più impresso un disegno o una pagina scritta), apprendimento acustico (chi ricorda più facilmente spiegazioni, discorsi, le parole dette o sentite), apprendimento concreto o cinetico (chi impara senza difficoltà una sequenza di movimenti, o tende a studiare camminando, o facendo qualcosa di concreto) e infine l’apprendimento intellettuale (chi impara soprattutto ragionando, leggendo mentalmente ecc.). Ovviamente nessuno di questi è migliore dell’altro, sono solo diversi e a volte possono anche essere combinati per ottenere il migliore risultato.

Sta invece ad ognuno di noi capire quale sia il nostro canale giusto per poi sfruttarlo al meglio. Se uno studente che predilige il canale cinetico si siede a copiare mille volte una parola, avrà comunque difficoltà a ricordarla, ma se vi associa un movimento la imparerà con grande facilità. Per capire quali sono i nostri canali d’apprendimento principali esistono test specifici, ma spesso basta semplicemente fare attenzione, nell’arco di qualche settimana, a quali informazioni ci restano più impresse, quali cose ricordiamo meglio e come le ricordiamo. Un esempio? Se quando per ricordare un dettaglio visualizziamo la pagina dove l’abbiamo letto, prediligiamo probabilmente il canale visivo, se invece ricordiamo vivamente i discorsi dei nostri amici, o ripensiamo ad una certa conversazione per ricordare un dettaglio che ci serve, stiamo most probably utilizzando un canale uditivo, ecc.

Oltre a fare attenzione a tutto questo, che è certamente di vitale importanza, per l’apprendimento mnemonico ci vengono in aiuto alcuni strumenti informatici che, essendo basati su studi e statistiche cognitive, garantiscono un’ottima performance in breve tempo. Tra questi, segnalo Anki, che uso da tempo sia personalmente che con i miei studenti e che trovo ottimo sia per il supporto online che rende facile condividere il proprio lavoro, che per il fatto che si tratta di un software piccolo, leggero e che volendo si può portare sempre con sé nel proprio smarpthone.

Anki è infatti un software OpenSource e completamente gratuito di flashcards virtuali, un valido strumento per memorizzare qualsiasi tipo di informazione (ne sapranno qualcosa quelli di voi che si sono trovati a studiare migliaia di hanzi o kanji….): date, formule, vocaboli, caratteri, nomi, ecc. Non fatevi spaventare dal sito tutto in inglese, una volta scaricato il software ha anche una versione in italiano! Come funziona? Semplice: scaricate il programma e, una volta installato, potete scegliere se utilizzare un deck (mazzo) condiviso da altri utenti – per alcune materie comuni esistono infatti deck già pronti creati da altri che potrete utilizzare benissimo per i vostri studi – oppure crearne uno personalizzato, dove inserirete tutti i dati che volete memorizzare. Anki vi mostrerà ogni giorno 20 (o un numero scelto da voi) carte, e a seconda della vostra risposta calcolerà se riproporvele presto o dopo alcuni giorni.

Un esempio concreto: se devo imparare che in inglese tavolo si dice table, creerò una flashcard che sul fronte ha la parola “tavolo” o la foto di un tavolo, e sul retro la parola inglese “table”. Una volta al giorno il software mi proporrà la carta con la scritta tavolo (o la foto), e io dovrò ricordare che tavolo in inglese si dice “table”. Se la mia risposta è corretta, il software mi riproporrà la carta dopo 5 giorni, altrimenti me la riproporrà qualche minuto dopo o il giorno successivo, per aiutarne la memorizzazione.

Insomma, in poco tempo e senza troppo sforzi vi renderete conto di ricordare molto più di quanto avreste immaginato possibile,e di voler magari imparare altro! Per cui, qualunque sia la vostra esigenza, vi invito a scaricare e provare Anki sul vostro PC/MacBook, magari iniziando da un deck già disponibile online e successivamente creando le vostre carte personalizzate.

Non mi resta che augurarvi buono studio e invitarvi a dare un occhio anche agli altri articoli su Anki che ho scritto (tra cui un breve tutorial per l’utilizzo) qui: articoli su anki.




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